ABITUDINE ALLA SOFFERENZA

Chi ha inventato la clessidra dev'essere stato uno che odiava i suoi simili.
Oppure aveva provato lo sgranarsi dei giorni e l'accumulo del grigior sulle sue antiche preoccupazioni...magari un giorno di bonaccia lontano da casa, o una settimana di tempeste con l'ansia di uscire a pescare.
Il tempo scandito e il pensiero che si fa sempre più pessimista incardinandosi sulla razionalità: ho questo destino, sono io che sbaglio, forse il karma...
Anche nelle gioie o nei vari sabati del villaggio, la possibilità che possa esserci sempre la fregatura, e qualche volta questa c'è davvero o magari non si arriva nemmeno a gustarsi l'attimo.
Qualche volta c'è il callo nell'anima e ci si abitua a soffrire, a pensere a se stessi come un granello di sabbia all'interno di un percorso obbligato che dall'alto porta invarabilimente a sprofondare nel basso.
Oggi a Milano, si incontrano persone che, così allenate a mordere il freno, contengono la loro sorpresa, guardi sotto il loro braccio, c'è un giornale rosa, li riguardi in volto e vedi un mezzo sorriso pronto a sbocciare.
Qualche volta l'inaspettato ti sorprende, piacevolmente.
Contro le più scontate e pessimistiche previsioni, talvolta, si vince come si sperava.
In parte ispirato a http://weller60.myblog.it/ un omaggio.
Jona che visse nella balena di Roberto Faenza (1993) Fitte tenebre anche in mezzo al tunnel qualche speranza Vladimir Horowitz - Chopin-Fantaisie-Impromptu,Op.66

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