ACCOGLIAMO IL SUO PERDONO

Custodire e uscire di scena, esserci e sparire, presenza e discrezione, vigilanza e pudore.
Farsi da parte è la legge dei padri.
Anche se non ricordiamo più nemmeno quanto tempo sia passato da quando ci siamo allontanati, il Padre non smette di sperare nel nostro ritorno.
Il Padre è sempre pronto ad accoglierci, nonostante i casini che abbiamo combinato, nonostante il male commesso rubando ai nostri fratelli, deridendoli, sfruttandoli, perseguitandoli, molestandoli, violentandoli o addirittura uccidendoli nel più crudele e straziante dei modi.
Anche il figlio prodigo, dopo essersi allontanato e aver sperperato le sue ricchezze, quando ritornò da suo Padre si aspettava una sonora punizione, si era preparato un discorso di discolpa e invece è stato preceduto da un abbraccio affettuoso, da lacrime di commozione, da parole confortanti.
La gioia di un figlio che ritorna è più forte del desiderio di vendetta.
Se noi ritorniamo al Padre, veramente pentiti di tutte le azioni spaventose e vergognose che abbiamo commesso, il Padre sarà là per dirci: “Hai sbagliato” ma “Il perdono è più forte del tuo errore”.
Sembra una follia, una dolce e incomprensibile follia, eppure il Padre ci aspetta a braccia aperte per farci sentire il calore del Suo amore e del Suo perdono.
E’ proprio strana la Sua paternità, è impregnata di misericordia.
Nel Suo abbraccio non c’è rabbia, non c’è risentimento.
E’ un perdono che proviene da un cuore completamente libero dall'egoismo.
Anche noi, figli derubati, derisi, sfruttati, perseguitati, molestati, violentati, dobbiamo diventare Padri e Madri misericordiosi.
Dobbiamo arrampicarci sul muro della rabbia che abbiamo eretto tra noi e i fratelli che non ricambiano il nostro amore.
Dobbiamo scalare il muro della paura di essere usati e feriti di nuovo.
Quando riusciremo a vedere al di là del muro, potremo accogliere coloro che vogliono tornare, con la stessa misericordia con cui il Padre, accoglie noi.

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