ACQUA un BENE ormai PRIVATO.

Il 5 agosto il Parlamento italiano ha votato l’articolo 23bis Legge 133/2008.
Questo articolo prevede che la gestione dei servizi idrici sara’ sottomessa alle regole dell’economia capitalistica.
L’acqua potrebbe non essere piu’ un bene pubblico, ma sara’ gestita privatamente da multinazionali internazionali.  Questo articolo costituisce senza dubbio un passaggio significativo per dare ulteriore spinta ai processi di privatizzazione del servizio idrico integrato (oltre che degli altri servizi pubblici locali).
Secondo noi, FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA, però, rimane possibile dar vita ad una gestione pubblica del SII che si realizza pienamente attraverso l’affidamento diretto ad un Ente di diritto pubblico, strumentale dell’Ente Locale (Consorzio tra Comuni, Azienda speciale, Azienda speciale consortile).
Le strade per arrivare a tale risultato, in particolare per costruire un Azienda speciale consortile, sono sostanzialmente due: 1)   quella che per noi passa attraverso l’inserimento negli Statuti Comunali dei Comuni dell’ATO di una specifica formulazione che definisca il servizio idrico integrato quale servizio pubblico locale privo di rilevanza economica.
Con tale operazione, i Comuni dell’ATO hanno la potestà di decidere quale forma gestionale intendono adottare per la gestione del servizio idrico in quanto servizio privo di rilevanza economica, e, quindi, scegliere di affidarlo direttamente ad un’Azienda speciale consortile da essi costituita.
2)    in via per noi subordinata, il ricorso all’Azienda speciale consortile per gestire il servizio idrico integrato è possibile anche prendendo come riferimento normativo lo stesso art.23 bis della legge 133 del 6 agosto 2008.
Pensiamo inoltre che la scelta dell’affidamento ad un’Azienda speciale consortile sia quella realmente rispondente ad una gestione pubblica del servizio idrico, a differenza dell’affidamento ad una SpA “in house”.
Un Ente pubblico si muove nell’ambito del diritto pubblico, mentre una SpA, anche se a totale capitale pubblico, rientra in quello del diritto privato.
Questa differenza non è affatto secondaria o puramente di principio, infatti, stare nell’ambito del diritto pubblico o in quello privato non è assolutamente la stessa cosa in termini di conseguenze per chi usufruisce del servizio: essere azienda di diritto privato significa dover rispondere all’obiettivo di produrre utili, mentre un Ente pubblico assume come vincolo il pareggio di bilancio.
Per quanto ci riguarda, quando parliamo di [...]

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