AE Aurigae

AE Aurigae Di Paolo Maffei Ci sono stelle che solcano il cielo a gran velocità fuggendo dalla regione in cui nascono e in cui assistettero alla fine esplosiva di una stella compagna.
Gli astronomi li chiamano stelle fuggitive o runway stars.
AE Aurigae è una di queste.Nel Pentagono dell'Auriga,                                circa a metà strada del lato definito dalle stelle beta Tauri e Lota Aurigae ma un po' spostato verso l'interno, c'è un gruppetto di stelle pressoché allineate formate essenzialmente da 14,16,17, 18 e 19 Aurigae.
A questo gruppo, poco brillante, appartiene anche una stellina più debole delle altre, al limite della visibilità a occhio nudo.
L'occhio non ci trova niente di speciale, ma in realtà si tratta di una stella interessantissima, e non solo di una stella.
Il suo nome è AE Aurigae, perché è una variabile, anche se varia di poco: tra le magnitudini visuali di 5,78 e 6,08, quindi con un'ampiezza di appena 3/10.
Il tipo spettrale è O9.5 V.
Dunque si tratta di una stella di sequenza principale dei primissimi tipi spettrali.
Con quel tipo spettrale la magnitudine assoluta visuale deve essere intorno a -4, valore dal quale si ricava una distanza di circa 3200 a.l.
Per questo, benché sia 3300 volte più luminosa del Sole, si riduce a essere, per noi, appena visibile a occhio nudo.
Il Catalogo Generale delle Stelle Variabili nella quarta edizione (1985) la classifica con la sigla INA corrispondente alle variabili di Orione dei primi tipi spettrali e alle stelle cosiddette Be e Ae immerse in piccole nebulose, caratterizzata da bruschi abbassamenti di splendore occasionali simili a quelli della variabile ad eclisse Algol.
Naturalmente, data l'occasionalità, la causa della valutazione non è l'eclisse.
Il prototipo di queste stelle, sempre secondo il Catalogo Generale è T Orionis.
Anche se le caratteristiche di AE Aurigae sono simili a quelle delle più brillanti stelle di Orione, è molto lontana da quella zona e quindi non può far parte di quell'associazione.
Tuttavia come le stelle O di Orione e di altre associazioni, anche questa è associata a una nebulosa, indicata con la sigla IC 405.
Nel 1965 vi trovai 5 variabili ma il materiale fotografico che avevo usato, pur essendo molto esteso nel tempo, era molto sporadico e non potei determinare il tipo di variabilità.
Soprattutto non fu possibile scoprire se si trattava di variabili nebulari, cioè di quel tipo di variabili irregolari associate alle nebulose e numerosissime in Orione.
Così non fu possibile [...]

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