ALTRO GIRO ALTRO REGALO

Luciano Ligabue racconta il suo liveIl lavoro di progettazione, di metro e di bolla con cui far stare nel baule borse, chitarre, pile di fax, guide, tour book, pacchi di roba del fan club, scarpe da calcio se si suona in uno stadio, libri e riviste lì stagnanti da sempre, floppy disk, custodie di cd, cassette di chi vuole un'opinione o un aiuto o una produzione o una raccomandazione, ciondoli, pupazzi, braccialetti e anelli omaggio della data precedente, cancelleria di Marco, computer portatile, medicinali accartocciati, lettere e messaggi, sacchetti semivuoti - o semipieni - di patatinepolentinecrackers, ritratti, rassegne stampa, specialità locali varie.La prima tappa in autogrill per caffè, pasta al cioccolato e quotidiano.Le barzellette di Maio e le sue teorie.I suoi progetti.Le imprecazioni per le pagine politiche del quotidiano.Le interviste telefoniche:1) Springsteen.2) Il mio impegno politico.3) Perché questo titolo all'album?Marco, sommerso dalla roba del fan club, riesce tuttavia a spanciarsi per qualche teoria particolarmente curiosa di Maio.Il cd appena comprato che vorresti ascoltare, ma Maio non tace un attimo e, se tace, gli suona subito il telefono.La sorpresa nella faccia di chi ti riconosce mentre gli chiedi indicazioni per il Palazzetto.L'arrivo sul posto e trovare tutte le facce attente ma già stanche - e c'è ancora da fare lo show - di chi monta e smonta lo spettacolo.Il gruppo ha sempre voglia di suonare e li trovi sul palco un po' a provare, un po' a cazzeggiare, un po' a cercare di alzare il volume del proprio ampli senza che nessuno se ne accorga.Il rimbombo nel Palazzetto mentre fai il sound check e tu che non riesci mai a sentire bene, senza volumi pazzeschi, quello che vorresti sentire sul palco e ogni volta ti auguri che tutto si aggiusti durante lo spettacolo.La conferenza stampa:1) Springsteen.2) Il mio impegno politico.3) Perché questo titolo all'album?L'incontro con gli iscritti al fan club.L'emozione di alcuni, l'esuberanza di altri, la timidezza di altri ancora, la sfacciataggine di qualche ragazzina.L'odore di cena che parte dal catering e fa accorrere i tecnici.Il ripasso della scaletta e di certi arrangiamenti con i ragazzi del gruppo, il datore luci, il fonico palco e i backliners.Il direttore di produzione che chiama i «cinque minuti».Il rito propiziatorio.Le luci che vengono spente, la base che parte e l'urlo del pubblico.I backliners che passano le chitarre.Robby che attacca con la rullata.La liberazione di quel [...]

Leggi tutto l'articolo