ANATRA ZOPPA

Il titolo di questo post deriva dall’”idiotismo” americano (lame duck) che indica una carica politica che viene “azzoppata” da un qualche evento; nella circostanza, abbiamo la carica di Presidente degli Stati Uniti che viene azzoppata (in una zampa sola per la verità) dai risultati delle elezioni di medio termine in cui i repubblicani hanno trionfato alla Camera dei Rappresentanti guadagnando 60 deputati e portando così il totale a 239 contro i 183 dei democratici.
Al Senato le cose vanno meglio per i democratici che, pur perdendo 6 seggi, riescono a mantenere la maggioranza (51 a 46).
In passato, questa situazione si è verificata altre volte e le cose – sia pure con una maggiore accortezza dell’esecutivo – sono continuate ad andare avanti tranquillamente: non dimentichiamoci che non siamo in Italia e che quindi il bene comune viene sempre anteposto al bene del partito; per inciso: Barack Obama si è assunto la responsabilità del disastro elettorale.
Ma torniamo all’evento e chiediamoci anzitutto cosa è successo; forse – scrivo queste note senza conoscere appieno i commenti dei giornalisti americani – due cose hanno influito in questa tornata elettorale: la prima è il rigurgito della crisi economica che ha colpito moltissimi americani i quali se la sono presa, com’è naturale, con il comandante in capo ed hanno cercato di fargliela pagare; la seconda è stata l’incertezza che stanno vivendo in America per la fine delle operazioni belliche in Afghanistan, dove i morti continuano a sommarsi.
Dai primissimi commenti sembra che il “Tea Party”, il nuovo raggruppamento che ha corso insieme ai repubblicani, sia stato una delle chiavi di volta per la vittoria: le cose propugnate – ritorno ai valori originari, basta con un debito pubblico così mostruoso, smettiamola con queste guerre ed altri del genere – hanno fatto presa specie sull’elettorato moderato che non ha gradito le spese faraoniche fatte da Obama per la riforma sanitaria che, alla fin fine, ha lasciato ben 22milioni di americani senza assistenza.
La leader del movimento – quella Sara Palin molto chiacchierata in America – esulta per i bellissimi risultati conseguiti e pensa addirittura di mantenersi sulla cresta dell’onda fino alle nomination del 2012 quando si tratterà di sfidare nuovamente Obama per la permanenza alla Casa Bianca.
Un altro fattore che si è rivelato a favore del partito dell’elefante, è il voto espresso delle donne che – secondo vari sondaggi – ebbe grande importanza nel 2008 e che incarnò [...]

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