ANCORA FANGO!!

6 Giugno 2010 Lettera al Corriere della Sera Con un articolo pubblicato ieri, il Corriere della Sera ha dedicato un'intera pagina al sottoscritto e al come, nonostante io abbia vinto tutte le battaglie legali in merito, alcune vicende risultassero ancora "oscure".
Ritengo che non ci siano luoghi e motivazioni più appropriate di quelle fornite in un tribunale per chiarire e ribadire la buona fede di un personaggio pubblico. Non mi sono mai sottratto al confronto e ho sempre argomentato e smentito le diffamazioni a mio carico con prove e documenti inconfutabili.
Lo faccio anche stavolta per rispondere al Corriere della Sera, a cui ho scritto la lettera che segue, allegando una corposa documentazione.
Caro Direttore, Il Corriere della Sera di ieri, con un articolo in prima pagina a firma Marco Imarisio, ha adombrato il sospetto di miei “silenzi ed ambiguità” riguardo la mia storia personale.  Vorrei rispondere ai rilievi mossi, documentando punto per punto.
Mi scuso, innanzitutto e preliminarmente, per la pignoleria e per la montagna di carte processuali a cui faccio riferimento e che le invio ma - mi creda - ad un persona come me - invisa a molti e con pochi strumenti di informazione a diposizione - non rimaneva e non rimane altra scelta che ricorrere alla Giustizia per vedere riaffermata, nero su bianco, la verità rispetto alle mille menzogne che sono state scritte sul mio conto in tutti questi anni.
E veniamo al merito dell’articolo: 1 - Non sono stato affatto convocato dai magistrati di Firenze con “tanto di apposito decreto di notifica”.
2 - Non è affatto vero che io mi sia laureato in modo anomalo.
Mi sono iscritto all’Università di Milano nell’anno 1974 e mi sono laureato nel 1978, rispettando appieno il piano di studio all’epoca previsto da quell’Università per la laurea in legge.
Sono certo che anche Lei e il dottor Imarisio avete rispettato il piano di studio e vi siete laureati senza andare fuori corso.
E’ semmai anomalo il comportamento di quegli studenti che sforano il piano di studio e vanno “fuori corso”, non di chi lo rispetta e si laurea nei tempi previsti.
Lo stesso giornalista, peraltro, riferisce che “l’istituto di presidenza della facoltà confermò a suo tempo che tutto era in regola”. Il mio certificato di laurea e il mio libretto degli esami sono già stati pubblicati una miriade di volte e, comunque, invio anche a lei un’ulteriore copia.
Le invio anche copia della causa per danni (scarica il pdf 895kb) da me notificata al Presidente del Consiglio, Silvio [...]

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