ANTONIO CASSANO: FRA LIBERTA', LAVORO E FELIX BAUMGARTNER

Intervistato a “Che tempo che fa” Cassano ha di nuovo dimostrato che quando vuole dare l’impressione di essere un uomo libero e fuori dagli schemi finisce solo per sembrare un bamboccione mai cresciuto, che nonostante faccia una vita invidiata da tutti per popolarità e stipendio si permette di rivendicare il diritto di fare quello che vuole, sputando su una qualità che ha permesso all’Italia di uscire dalla crisi del dopo guerra (e che probabilmente la farà uscire anche da quella attuale): la disciplina del lavoro.
Il signor Cassano non comprende che dichiarare di aver rifiutato la Juventus per ben tre volte lascia indifferenti i tifosi bianconeri, ma indispone chi crede che a trent’anni un uomo dovrebbe avere più rispetto per il proprio datore di lavoro, senza considerare che l’Inter, la sua attuale squadra, passa per un circo dove chiunque può fare quello che vuole.
Se il signor Cassano avesse accettato di fare il soldatino forse avrebbe vinto qualcosa di più nella sua povera carriera, ma sono sicuro che la sua integrità di uomo libero non avrebbe potuto sopportarlo, come il lupo non potrebbe tollerare che l’uva gli cada direttamente in bocca.
Goda di questi ultimi bagliori di celebrità, il signor Cassano, perché se davvero ora è al di sopra del cielo (lo avrà avvistato Felix Baumgartner?), il timore che serpeggia è che quando i riflettori si spegneranno, e un giorno accadrà, la caduta sarà rovinosa, e tanto più in alto avrà sostenuto di essersi spinto, tanto più doloroso sarà il tonfo.

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