ARCA 266

  Attenzione per motivi d'impaginazione un blog parte solitamente dall'ultimo post pubblicato.
Se hai voglia di capire il significato del Progetto Arca Futura devi partire dal primo post.
Grazie per l'interessamento.
  ARCA 266: la responsabilità di quelli che ancora lavorano!   Ancora una volta mi trovo a sottoporvi il solito quesito sempre nello stesso modo e negli stessi termini: lo sciopero dell'undici del corrente mese è da fare o no? Concordo pienamente con tutti quelli che si asterranno dal farlo perché ritengono inutile continuare a dare “forza” ad un sindacato che non è rappresentativo della base (pur detenendo la “fetta” più alta delle tessere sindacali), passando da quelli che pensano che, al momento, essendoci chi sta peggio di noi andare a recriminare sugli aumenti sia cosa controproducente e sbagliata a finire a quelli che giustamente, pur facendovi parte, vedono le storture della pubblica amministrazione e pensano che non sia giusto parlare di aumenti “a pioggia”.
Lasciate che vi esponga il mio pensiero in merito: è sbagliato in questo momento storico non scioperare sebbene, come ho già detto prima, con le posizioni delle forze sindacali siamo distanti anni luce.
Quando si mettono in campo delle scelte che finiscono per incasellarsi su dei “binari unici” come quelli che attualmente la nostra società ci offre bisogna sempre salvaguardare il meno peggio e successivamente intervenire a correggere il tiro! Attualmente non scioperare servirebbe solo al governante per avvallare la propria tesi: la gente è con noi....data la bassa adesione allo sciopero registrata! Se è questo che credete realmente allora arrivederci e scusate tanto.
Se invece state pensando di farla pagare alla forza sindacale vuol dire che non si è capito una sonora mazza! Saranno solo le nostre condizioni a risentirne e, di conseguenza, quelle delle poche persone che riusciranno ad entrare o rientrare nel mondo del lavoro.
Per chi non lo avesse capito sulle nostre spalle pesa un tripla responsabilità:   Dobbiamo farlo per non fare abbassare il nostro già misero tenore di vita (parlo del popolo dei massimo mille, millecinquecento euro al mese).
Dobbiamo farlo per non lasciare a chi entrerà nel mondo del lavoro nel futuro un triste eredità.
Dobbiamo farlo perché il pubblico impiego è (dovrebbe essere) il modello sul quale basare la contrattazione anche del settore privato.
Questo in riferimento sia al trattamento economico, che a quello della sicurezza per finire alla qualità della vita sul posto di lavoro.
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