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  Mons.
Elio Sgreccia: la legge britannica che permette di creare embrioni ibridi uomo-animale è un orrore per la morale e rischia produrre mostruosità Via libera del parlamento britannico alla creazione di embrioni ibridi umani-animali.
“Un attacco mostruoso ai diritti umani, alla dignità delle persone e alla vita”: il commento del cardinale Keith O’Brien.
In base alla nuova Legge sulla fertilità, sulla quale si aspetta in giornata il varo definitivo, gli scienziati potranno trasferire nuclei di cellule umane in ovociti animali da cui è stato rimosso il DNA, per poi arrivare a disporre di cellule staminale embrionali da utilizzare a fini di ricerca.
Una notizia di certo sconvolgente per il futuro della specie umana, come sottolinea il vescovo Elio Sgreccia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, nell’intervista di Roberta Gisotti: D.
- Eccellenza, che cosa possiamo temere da questo ulteriore sconfinamento della scienza? R.
- Anzitutto, dobbiamo registrare due gravità di tipo etico, che segnano uno dei più bassi livelli di eticità nel campo della bioetica.
Prima di tutto, si unisce attraverso la clonazione il nucleo umano che feconda un ovulo animale.
Questa unione è un fatto di fertilizzazione, è un tentativo di generazione fatta attraverso l’elemento maschile che è il nucleo e l’elemento femminile che è l’ovulo, uno dell’uomo e l’altro dell’animale.
Ora, questo offende la dignità dell’Uomo, è un tentativo di procreazione interspecie, finora proibito in tutte le leggi sulla procreazione artificiale.
L’unione uomo-animale, anche se non è sessuale, rappresenta uno degli orrori che sempre hanno destato il rifiuto della moralità.
D.
- Ma quali rischi si corrono? Sappiamo che la legge impone la distruzione degli embrioni entro 14 giorni...
R.
- Se lasciassero proseguire questo embrione, noi potremmo registrare delle mostruosità e delle malattie.
Ogni volta che si è rotta la barriera uomo-animale, si sono viste conseguenze molto gravi anche involontariamente.
Questi embrioni, poi, vengono soppressi, per fare le cellule staminali, quindi, siccome il patrimonio è al 99 per cento umano, nella falsa presupposizione che fino a 15 giorni questi embrioni non valgono niente, il che è un falso, dal punto di vista scientifico.
D.
- Se qualcuno decidesse, invece, di tenerli in vita? R.
- Qualora si decidesse di tenerli in vita, potrebbero dar luogo a mostruosità oppure al dilagare di infezioni, perché il passaggio dal DNA umano al DNA animale può creare delle incognite.
Poi, io [...]

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