ARROGANZA RECIDIVA

                                                 ARROGANZA RECIDIVA Sul Corriere della Sera di oggi, non contento di essersi fatto dare torto persino da sinistra, Adriano Sofri insiste sulle sue tesi.
La prima è che l’omicidio Calabresi non fu un atto di terrorismo.
Al riguardo incorre nell’errore già commesso nel primo articolo: quello di ritenere che la sentenza del giudice penale sia in ogni caso adatta, sul piano della realtà, a distinguere un reato terroristico da un reato non terroristico.
Se una Corte dichiara che un reato è un atto di terrorismo, la verità giudiziaria è quella.
Ma la verità giudiziaria non è necessariamente la verità storica.
Fra l’altro, proprio questo avrebbe sostenuto Sofri, se la Corte l’avesse condannato per terrorismo.
Se viceversa una Corte non rubrica un dato reato come atto di terrorismo, questo non dimostra che esso non lo sia: può darsi semplicemente che non esistano prove sufficienti e la questione rimane impregiudicata.
Impregiudicata soprattutto per uno come Sofri che, ingenerando qualche grave sospetto, ancora oggi confessa: “ritenevo la violenza necessaria a cambiare il mondo”.
Un condannato, tale persino in occasione dell’ottenuta revisione del processo, non ha il diritto di appellarsi all’opinione del giudice in materia di terrorismo dopo avere rifiutato la sua opinione (sententia, in latino), tanto più importante e tanto più tecnica, che lo ha dichiarato mandante di un bieco assassinio.
La Corte è credibile in materia di terrorismo e non è credibile in materia di omicidio?  Poi l’intellettuale fornisce una definizione del terrorismo: “In senso proprio, vuol dire quella violenza indiscriminata tesa a suscitare il terrore nelle file del preteso nemico e a conquistare col terrore l’adesione della propria pretesa parte”.
È esattamente quello che ricordiamo.
Il sequestro di un giudice (D’Urso), l’uccisione di un generale (Taliercio), l’assassinio a tradimento di un commissario di polizia, Aldo Moro ucciso a freddo e tanti altri omicidi di questo genere, durante l’orrenda stagione degli anni di piombo, non tendevano a “suscitare il terrore nelle file del preteso nemico”? Sofri tuttavia, forse per differenziare il suo caso dal fenomeno generale, ironizza sull’ipotesi di un terrorismo che opera su una sola persona e si chiede: “Una specie di caricatura del socialismo in un Paese solo nel terrorismo di un assassinio solo?” Bella domanda: ma a lui risulta che in quegli anni fu ammazzato [...]

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