AUGUSTA CHIAMA NAPOLI

 “Fino a cinque anni di carcere per i "capipopolo" che guidano le proteste contro le discariche e fino ad uno a chi si oppone alla loro realizzazione; secretati i siti dove finirà l´immondizia, dichiarati di fatto "zone militari di interesse strategico nazionale", con le forze armate che ne garantiranno "l´assoluta protezione"; competenza alla Dda di Napoli per tutti i reati riguardanti l´ambiente e i rifiuti.
Ecco quanto emerge dal decreto legge con cui il governo ha nominato il capo della Protezione civile Guido Bertolaso sottosegretario ai Rifiuti, lasciandogli la guida del Dipartimento e la gestione dei grandi eventi….È previsto il carcere per chi si opporrà alla realizzazione delle discariche.
Il dl prevede infatti fino a cinque anni di carcere (articolo 340 del codice penale) per chi guida le rivolte e fino ad un anno per chiunque "impedisca, ostacoli o renda difficoltosa la complessiva azione di gestione dei rifiuti".
Ma non solo: un anno di carcere è previsto per chi entra abusivamente nei siti o renda difficoltoso accedervi ai camion o agli addetti ai lavori.
E da sei mesi a tre anni per chi distrugge o rovina gli impianti legati alla gestione dei rifiuti…” tratto da Repubblica(http://napoli.repubblica.it/dettaglio/Il-governo-Berlusconi-a-Napoli/1462225).
    Napoli non è poi così lontana.
Questi i provvedimenti speciali che il nuovo Governo assume per risolvere o tamponare la situazione insostenibile che la Campania sta vivendo.
Provvedimenti urgenti e necessari certamente, che però  vanno a scapito della libertà di espressione del proprio pensiero, a scapito della libertà di manifestare la propria contrarietà a scelte politiche che possono essere da taluni non condivisibili.
Invece di perseguire i responsabili di tale situazione, anziché far la guerra alla camorra che da sempre gestisce il ciclo dello smaltimento dei rifiuti, anziché individuare i responsabili delle pubbliche amministrazioni conniventi con quel sistema, si pensa bene di risolvere tutto mettendo a tacere chi vedrà nascere accanto a casa propria una discarica a cielo aperto.
Sconcertante è il modo in cui ciò avviene, con la supervisione dell’esercito che coadiuverà le forze dell’ordine per prevenire qualunque manifestazione contraria a tali imposizioni.
Ma a chi importa se migliaia di persone vedranno scarnificata la propria terra? A chi importa se zone ancora non contaminate della Campania saranno, tra poco, discariche? A chi importa il danno che ne seguirà? Per la maggior parte il problema è  troppo urgente e [...]

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