AUGUSTA/ OSPEDALE MUSCATELLO, BRUGALETTA SOTTO ACCUSA - di Giorgio Càsole

Da alcuni anni si assiste a una antinomia, a un contrasto, tra la legislazione e la programmazione regionale che sanciscono il potenziamento dell’offerta sanitaria nell’ ospedale di Augusta e le politiche aziendali che, invece, si muovono in opposta direzione.
AUGUSTA.
A distanza di  quasi due mesi dall’ultima assemblea pro Muscatello, organizzata dal Tribunale dei diritti del malato, lunedì 13 aprile, ore 16,30, sala riunioni del nuovo padiglione, non ancora collegato con il vecchio  Muscatello; scarsi o nulli i cittadini comuni, pochi i “politici” invitati a presenziare, tre giornalisti, fra cui chi scrive, nutrita, invece, la rappresentanza di coloro che, fra medici, infermieri e amministrativi,  lavorano per il Muscatello, a rischio chiusura.
Per evitare la riduzione dell’ospedale allo status di Presidio territoriale ambulatoriale (P.T.A), in sostanza gli ambulatori che si trovano quasi in ogni comune, è stata indetta un’ “assemblea intersindacale  aperta alla cittadinanza, ai rappresentanti delle associazioni e dei partiti politici”, dal titolo significativo “L’Ospedale dell’area industriale della provincia di Siracusa, progetti e inadempienze”.
Il titolo è significativo perché non indica il Muscatello come ospedale municipalistico, come il nosocomio di Augusta, ma come il presidio ospedaliero d’un’area industriale, fortemente penalizzata, dichiarata a rischio di crisi ambientale già nel 199° dall’allora ministero della sanità, un’area omologa aa quella di Gela e di Milazzo, i cui ospedali sono stati potenziati grazie a una legge regionale che non può disconoscere Augusta.
Inoltre, lo scorso anno, sempre con legge regionale, è stato deciso che il Muscatello dev’essere considerato un polo di riferimento addirittura regionale, sottolineo “regionale” per la cura delle patologie deviate dall’esposizione all’amianto.
Invece, si assiste a un continuo depauperamento delle risorse di un ospedale che, anni fga, era considerato centro di eccellenza per le nascite e le malattie cardiache, quando almeno erano vivi e presenti i primari che erano i stati i fautori e i promotori dei due reparti, rispettivamente Paci e Ferraguto, entrambi augustani.
Il reparto di ostetricia e ginecologia, inopinatamente, è stato trasferito nel nuovo, quasi monumentale, ospedale di Lentini, che gode di una bella vista, posto in cima a un colle che domina la statale Catania-Ragusa.
Inopinatamente, perché non si capisce qual è stata la “ratio” per cui un reparto che funzionava, anche se non [...]

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