AVETE IL DIRITTO DI VIVERE L’ULTIMA AVVENTURA DELL’UOMO, LA SUA MORTE, COME DESIDERATE?, EUTANASIA, ACCANIMENTO TERAPEUTICO

RIFLESSIONE DELLA SERA.
Dall'etica, al diritto, alla fede,  alla medicina  il dibattito sulla "buona morte" interessa ormai tutti i campi del  sapere.
Non credo che l'argomento si possa limitare a un dibattito tra laici e credenti ignorando le condizioni di chi si trova a sopportare sofferenze atroci senza trarre beneficio dalle cure mediche e con la certezza di una fine imminente.
Né si devono trascurare gli stati d'animo e la prostrazione fisica di coloro che, avendo una persona cara in tale situazione, sono soggetti per necessità o per amore, a una sofferenza parallela non meno difficile da affrontare...
    MORIRE VIVENDO.
RIFLESSIONI SULL'ACCANIMENTO TERAPEUTICO, SULL'EUTANASIA E SULL'ETICA DEL MORIRE   Nella maggior parte dei Paesi  occidentali, in altri tempi, chi sopravviveva a un tentativo di suicidio subiva sanzioni di carattere civile e/o penale.
Ora, fortunatamente, non è più così.
Però, una persona che esprime la volontà di suicidarsi ma non ne ha la possibilità materiale, è indubbiamente impossibilitata a fruire del suo diritto di togliersi la vita.
Deve quindi ricorrere a un aiuto esterno.
Ma togliere la vita a qualcuno è un omicidio.
Richiedere l'intervento di un estraneo comporterebbe infatti questa difficoltà: la contraddizione tra la libertà di obiezione di coscienza dell'operatore eventualmente chiamato a togliere la vita del paziente e il diritto alla morte dell'individuo incapace di procurarsela.
Chi non ce la fa più ha il diritto di uscire di scena?  A mio modo di vedere la legge dovrebbe permettere l'eutanasia senza facilitarla, garantendo al paziente le condizioni per una decisione autonoma, non indotta dal bisogno o dal sentimento di esclusione sociale.
Si rischia, altrimenti, un'eutanasia al servizio dell'eugenetica: eliminare chi non è ritenuto degno di vivere.

Leggi tutto l'articolo