Abbiamo perso. Alcune riflessioni (in ordine sparso)

La sconfitta c'è tutta.
Oltre otto punti di distacco sia alla Camera che al Senato, un dato più ampio di quello previsto dagli ultimi sondaggi e dagli exit poll del primo pomeriggio.
Il PD va bene (il 33,2 per cento alla Camera: quasi 2 punti sopra l'Ulivo di due anni fa, e molto di più di quanto potevamo sperare fino a tre-quattro mesi fa...), Italia dei Valori ha un ottimo risultato (4,4 per cento alla Camera, oltre 2 punti in più delle politiche del 2006), ma tutto questo non è bastato.
Di fronte a noi, il PDL al 37,4 per cento (qualcosa in più dei voti di FI, AN e Pensionati di due anni fa) e una Lega Nord che dilaga all'8,3 per cento alla Camera (quasi il doppio rispetto al 4,6 per cento del 2006).
Fuori dalle due coalizioni, c'è ben poco.
L'Unione di Centro ottiene un discreto 5,6 per cento (aveva il 6,8 alle ultime politiche), mentre la Sinistra Arcobaleno crolla al 3,1 per cento (la somma Rifondazione+Comunisti Italiani+Verdi aveva il 10,2 per cento) e rimane fuori sia dalla Camera che dal Senato.
Un motivo di sconforto, per chi come me ritiene importante il ruolo nelle istituzioni e nella società della sinistra radicale.
Alcune riflessioni in ordine sparso: 1) il voto si è fortemente polarizzato.
Gli italiani erano stufi di una politica tenuta in scacco dai piccoli partiti, e ne hanno decretato la fine.
I 14 gruppi parlamentari presenti alla Camera nella scorsa legislatura si ridurranno a 4-5, con una drastica semplificazione avvenuta a legge elettorale invariata.
I due maggiori partiti (PD e PDL) raccolgono oltre il 70 per cento dei voti, con una concentrazione che non si riscontrava dal bipolarismo DC-PCI della Prima Repubblica; 2) il PD supera bene la sua prima prova elettorale - e per questo dobbiamo fare un monumento a Walter Veltroni, viste le condizioni di partenza - ma lo fa "cannibalizzando" il bacino elettorale della Sinistra Arcobaleno.
Non c'è sfondamento al centro, e il blocco socio-politico forzaleghista si consolida e avanza ulteriormente.
Siamo andati "liberi" a queste elezioni e questa scelta ci ha permesso di consolidare il PD e di porre le basi per ricostruire una prospettiva alternativa al centrodestra.
Ora il capitolo delle nostre alleanze si può e si deve riaprire, a sinistra come al centro; 3) il vento dell'antipolitica e del grillismo si è tradotto non tanto in astensionismo, quanto in voti aggiuntivi per le due forze che maggiormente hanno saputo intercettare la protesta e il malessere sociale: la Lega e l'Italia dei Valori (anche se il dato della Lega merita un supplemento di [...]

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