Abominevole manifestare contro i DIRITTI di chi si ama.

Confesso che conservo ancora nell’animo un sentimento di orrore e disgusto, di ferma riprovazione verso coloro che hanno manifestato contro l’amore.
L’amore non può essere fermato e soppresso da alcuna forza che gli si oppone: da qualunque fonte provenga.
Chi al recente Family Day ha inteso manifestare contro i diritti di chi si ama ha compiuto un gesto a dir poco sconsiderato perché ha commesso un "peccato “proprio contro la Famiglia.
Insomma quella tragi-commedia andata in onda al Circo Massimo di Roma è sicuramente da considerarsi una contrapposizione "innaturale" perché paragonabile alla negazione della Famiglia stessa: sia essa di formazione tradizionale che alternativa.
Una cosa è assolutamente certa: tutti coloro si amano e desiderano formare una famiglia, hanno diritto a farlo anche nel nostro Paese, quel che succede in tutto il mondo deve sostanziarsi anche qui da noi.
Un popolo civile come il nostro non può vivere in questa miserabile contrapposizione.
La famiglia è sempre stato il baluardo delle comunità organizzate e coloro che vivono la "naturale" condizione di omosessualità, nella medesima comunità, hanno il sacrosanto DIRITTO di formare la propria famiglia perché è in essa che intendono amarsi e sentirsi sicuri.
Le autoproclamatesi "famiglie arcobaleno" sono già moltissime e non risulta che le stesse sottraggono o abbiano sottratto qualcosa alle altre famiglie esistenti.
Chi si oppone, con qualsiasi motivazione, lo fa contro lo Stato italiano che ha l'obbligo di regolare e regolarizzare i diritti di tutti i cittadini italiani che si amano e che, giustamente, ambiscono a regolarizzare la loro unione.
Chi si oppone in nome e per conto di altro Stato, purtroppo contenuto nel nostro stesso Stato, è fuori luogo: vada a far parte di quello Stato e, tuttalpiù, ci dichiari guerra (di religione).

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