Aborto, Consiglio d'Europa vuole regolare obiezione di coscienza a tutela dei pazienti

Regolamentare l'obiezione di coscienza dei medici, e in particolare di quelli che per motivi religiosi, morali o filosofici si oppongono a eseguire operazioni come l'aborto: sara' questo uno dei principali temi dibattuti nella sessione plenaria dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa che inizia lunedi' prossimo a Strasburgo.
Nel rapporto della parlamentare britannica socialista Christine McCafferty, che verra' discusso e votato giovedi', si chiede espressamente ai governi degli Stati membri di introdurre regole chiare che obblighino i medici obiettori di coscienza a fornire ai pazienti tutte le informazioni sui trattamenti disponibili, anche su quelli che l'operatore sanitario non condivide o non eseguirebbe.
I medici dovrebbero inoltre essere obbligati a informare per tempo i pazienti che obiettano a eseguire certe operazioni e inviare il paziente presso un altro medico che sia invece disponibile a farlo.
Infine i medici obiettori di coscienza, secondo il rapporto del Consiglio, dovrebbero anno essere obbligati a eseguire l'intervento in caso di emergenza o quando non sia possibile inviare il paziente presso un altro collega in casi particolari: ad esempio, quando il posto dove opera e' troppo lontano.

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