About Giorgio

"Rapsodia in nero" e "A proposito di Giorgio" sono due brevi articoli che ho scritto qualche anno fa su "Strade di polvere" e che trovate ai link qui sotto.
Oggi, finalmente, dopo undici anni, ho avuto l'opportunità di incontrare nuovamente Giorgio Bettinelli in occasione della presentazione alla Feltrinelli di Torino del suo ultimo libro "La Cina in vespa".
27/07/2005 Rapsodia in nero 10/07/2006 A proposito di Giorgio   Giorgio e Ya Pei arrivano presto in una Torino torrida, frastornata dal caldo, gratificata da una brezza appena percettibile, in pieno fermento per i festeggiamenti di San Giovanni.
Anch'io arrivo presto, con la mia bicicletta, mezz'ora prima dell'appuntamento alla Feltrinelli e mi aggiro tra gli scaffali raccattando libri qua e là.
Ben presto mi trovo accanto Giorgio, neanche tanto invecchiato, con le mani cariche di libri.
Parliamo di Camilleri e di Celine, del viaggio al termine della notte e del re di Girgenti, e io goffamente dimentico di consigliargli la lettura di Bilal, di Fabrizio Gatti, quel gran libro che certamente a lui interesserà (c'è la mia recensione qui a lato, Giorgio, se non ce l'hai te lo spedisco in Cina).
Poi ci trasferiamo nella saletta per la presentazione ufficiale del suo libro.
Chiudendo la porta della mia casa in Cina, dice Giorgio, per venire in Italia, non ho avuto l'impressione di tornare a casa ma di andarmene.
Giorgio vive in una bella villa in mezzo alla foresta, sulle rive del Mekong, che gli è costata 50.000 euro, e dicendolo gli scappa il gesto dell'ombrello.
La Cina è ormai la sua nuova casa e venire in Italia, dice Giorgio, scendere a Roma, fermarsi qualche settimana, girare un po' per promuovere il libro fresco di stampa, venire in Italia dalla Cina è lasciare un paese in crescita, con grandi prospettive, per scendere in un paese in declino.
Questo lo avverti forte, dice Giorgio, forte.
E il suo sguardo è dispiaciuto ma è anche un rimprovero, un rimprovero triste.
La Cina, il governo cinese, sa bene dove sta andando e dove vuole arrivare.
Vuole diventare la più grande potenza mondiale.
E lo diventerà.
Le olimpiadi si, sono un'opportunità, ma passeranno, sono solo un piccolo episodio in una storia grandiosa (non sono proprio le sue parole perché non ho preso appunti ma il concetto è questo).
Il presidente Sarkozy non parteciperà alla cerimonia di apertura dei giochi olimpici e la Cina ha chiuso tutti i Carrefur e gli Auchan, non gliene frega niente, il governo cinese non guarda in faccia nessuno, ha il suo obiettivo da raggiungere e lo raggiungerà.
Al [...]

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