Abramo, lascia la tua terra

Giovedì 5 giugno 2003 Ieri sono passato in parrocchia alla Bva a prendere delle lettere che don Paolo mi ha portato dal Brasile.
Il don stava parlando della due giorni dei sacerdoti a Gaiato.
Ogni anno i sacerdoti della diocesi si ritrovano per confrontarsi sul programma pastorale dell’anno successivo.
Anche i laici possono partecipare e così, su due piedi, mi accordo con don Paolo per venire l’indomani.
Gaiato è un paesino della montagna modenese qualche chilometro dopo Pavullo.
L’incontro è in una grande casa della diocesi, immersa nel verde.
Quando arriviamo il vicario generale sta già presentando il programma: “Dalla parrocchia la missione”.
Dopo mezz’ora o poco più ci si divide in quattro gruppi.
Io scelgo quello dove si parla della partecipazione dei laici nella parrocchia.
Il giovane sacerdote che guida il gruppo tocca subito il tasto giusto.
“Il potere dei parroci spesso soffoca la partecipazione dei laici.
Come fare?” Dopo alcuni interventi, orientati principalmente sulle problematiche dei Consigli Pastorali, intervengo anch’io: “Ultimamente frequento la parrocchia della Bva di Modena.
Quando ero giovane ho avuto una esperienza traumatica: sono stato cacciato dal parroco della mia parrocchia, la Madonna Pellegrina – brusio di sconcerto in sala – In parrocchia avevo due classi con cui facevo attività di catechesi ed allenavo una squadra di pallavolo.
Poi il parroco, solo per aver fatto una scelta personale senza chiedere il suo parere e senza giudicare in merito a come svolgevo le mie attività, mi ha tolto catechesi e attività sportiva.
Allora gli ho detto che trattava le persone come burattini e lui mi ha cacciato con urla altissime.
Non sto a raccontare le successive esperienze in diverse altre parrocchie ma in generale molti parroci hanno l’idea che il laico non deve pensare ma solo eseguire.
Un’esperienza positiva viene invece dal Brasile dove i missionari, sapendo di non fermarsi più di tanto nello stesso posto, formano educatori perché diventino pienamente responsabili delle attività che autonomamente portano avanti.
Se in Italia i parroci non si fermassero venticinque o trent’anni nello stesso posto, potrebbero evitare l’idolatria del potere ed i laici (non più schiavi al loro servizio) avrebbero più spazio ed autonomia.” Tornati in sala vengono esposti i resoconti degli interventi dei vari gruppi.
Poi spazio ad interventi in assemblea.
Approfittando dell’esitazione dei presenti, mi faccio avanti con l’idea di buttare un sasso nello stagno, una provocazione [...]

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