Abruzzo, domani il nome del governatore PdL. Legnini lancia segnali a Di Pietro

In casa PDL si fa sempre più attesa la decisione per il candidato alla presidenza della Regione Abruzzo.
Il nodo sarà sciolto molto probabilmente domani.
L'uomo candidato a guidare l'Abruzzo sarà, comunque, un fedele del Presidente Berlusconi.
E mentre continuano le esternazioni sulla stampa degli altri possibili candidati alla poltrona più alta, ...
il sen Quagliariello mette a tacere tutti dichiarando lui stesso che "molte cose scritte e dette sono puri parti di fantasia".
Acque, quindi, agitate da pesci altrettanto disorientati in cerca di visibilità.
Ma Gianni Chiodi, uno dei primi nomi ad essere sottoposto al vaglio di Berlusconi, sembra guadagnare ancora posizioni.
E' stato studiato a lungo, sottoposto a sondaggi che lo danno titolare di un ampio consenso, quello stesso consenso che potrebbe garantire a lui e al PdL la vittoria.
Quel consenso che gli altri, evidentemente, non sembrano catturare.
A sinistra, invece, il Partito Democratico continua ad inviare messaggi all’IdV.
L’obiettivo è quello di una grande alleanza con il Partito di Di Pietro alla quale potrebbe aderire anche l’UdC.
E’ Giovanni Legnini che vede questa come l’unica salvezza per tenere lontano, dall’Abruzzo, il PdL di Berlusconi.
«L’IdV può e deve farsi carico di questa esigenza.
Se non lo farà si troverà ad essere il miglior alleato della destra e di Berlusconi, proprio mentre Di Pietro lancia nella piazze italiane l’allarme dittatura».
Se il PdL vincerà, assicura il senatore del Pd, «l’Abruzzo da regione verde diventerà la regione nera d’Italia, con buona pace per l’Ambiente, l’agricoltura, il turismo e il suo modello di sviluppo conquistato in 50 anni.
Il governo Berlusconi sta maltrattando l’Abruzzo, nel silenzio dei suoi parlamentari, e se il PDL dovesse vincere le elezioni regionali, la situazione si aggraverebbe».

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