Abruzzo. Assalto portavalori al Megalo, 4 anni di reclusione per i tre responsabili

Cronaca 20/03/2014 - 08:35 LA SENTENZA Abruzzo.
Assalto portavalori al Megalo, 4 anni di reclusione per i tre responsabili Il colpo, organizzato ad aprile del 2012, fallì CHIETI.
Tre condanne sono state inflitte ad altrettante persone ritenute responsabili dell'assalto a mano armata ad un portavalori della società Ivri che il 30 aprile del 2012 si apprestava a ritirare sacchi contenenti denaro presso il centro commerciale Megalò di Chieti.
Dinanzi al gup del Tribunale di Chieti Paolo Di Geronimo sono stati condannati con il rito abbreviato a quattro anni e 8 mesi di reclusione Gianni Chichi, 46 anni, di Città S.
Angelo, e a quattro anni ciascuno Lucio Di Michele, 51 anni di Alanno e Loris Petrocco, 35 anni, residente a Cepagatti.
Chichi lavorava per una ditta di alimentari e Di Michele ha un passato di imprenditore nel campo della sicurezza, entrambi sono di Alanno.
Petrocco, arrestato dopo gli altri due, aveva già precedenti penali ed è originario di Manoppello.
Quella mattina, quattro malviventi a bordo di una Audi di colore scuro, travisati ed armati di un fucile a pompa e di due pistole, assaltarono un furgone portavalori, in sosta all’esterno degli uffici amministrativi del centro commerciale.
Tre dei quattro malviventi aggredirono le due guardie giurate intente a caricare i sacchi con il denaro - poco prima prelevati dall’attiguo ufficio amministrativo.
Ma il colpo non riuscì perchè una delle guardie, nonostante le minacce di morte, con una mossa fulminea riuscì ad entrare nel furgone portandosi dietro i due sacchi di denaro.
L’autista, rimasto a bordo, chiuse ermeticamente le porte del blindato.
Il gruppo se la prese con l’unica guardia giurata rimasta all’esterno e dopo avergli sottratto la pistola (una Beretta 98/F), fuggirono a bordo dell’Audi.
Chichi era accusato anche di ricettazione dell'auto usata per la rapina mentre Di Michele doveva rispondere, sempre rispetto all'auto, di simulazione di reato per averne denunciato il furto alla Questura di Pescara.
In particolare, Chicchi avrebbe offerto supporto al commando trasportandolo con il furgone della ditta per cui lavora, risultata però estranea ai fatti.
Nelle fasi successive avrebbe recuperato l' Audi abbandonata dopo la rapina, nascondendola in un deposito dopo averla riverniciata

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