Abusi edilizi nel campus, in manette un professore dell'Università di Pavia

9 mila metri quadrati nella periferia est, del valore edilizio di circa 3 milioni di euro.
Angelo Bugatti è accusato di aver firmato la convenzione con cui la società ha potuto aprire il cantiere.// // PAVIA - Angelo Bugatti, noto architetto milanese, docente alla facoltà di Ingegneria dell'Università di Pavia, è stato arrestato dai carabinieri giovedì mattina, in casa sua, nell'ambito di un'indagine che ha portato all'arresto di un impresario edile e all'interdizione dai pubblici uffici di un dirigente del Settore urbanistica del Comune.
Nell'ambito dell'ateneo pavese - uno dei più antichi del mondo, fondato nel 1361 - è professore ordinario in Composizione urbana e architettonica presso il dipartimento di Ingegneria edile e del territorio, ed è capo del dipartimento di Edilizia.
L'accusa è lottizzazione abusiva di terreni a scopo edilizio.LE RESIDENZE - Sotto la lente di carabinieri e guardia di finanza la società Punta Est srl, che avrebbe realizzato opere edilizie residenziali di libera vendita, in violazione della originaria concessione alla costruzione esclusiva di edifici per residenze e servizi universitari.
Con l'università di Pavia la società aveva infatti firmato una convenzione che permetteva la realizzazione solo delle residenze studentesche.IL SEQUESTRO - Nel corso dell'operazione i carabinieri del Comando provinciale di Pavia hanno sequestrato l'area dell'Università che doveva divenire il nuovo campus dell'Ateneo Pavese, 9 mila metri quadrati nella periferia est, del valore edilizio di circa 3 milioni di euro.
Secondo quanto si è appreso, buona parte del cantiere era ormai diventato commerciale, vi erano stati costruiti appartamenti che erano già in vendita al pubblico.
Un cambiamento che era stato «legittimato», secondo le indagini, da una variante urbanistica all'originaria convenzione, ottenuta tramite la corruzione.L'AVVISO DI GARANZIA - Ad aprile del 2012 il professor Bugatti era stato iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di falso in atto pubblico, per avere scritto e firmato il verbale autorizzativo della «convenzione» in base alla quale la società immobiliare Punta Est ha potuto avviare il cantiere.
In base a tale accordo, infatti, i settanta appartamenti rappresentavano una «attività di ricerca» per le tecniche avanzate con le quali sono realizzati.Redazione Milano online// //

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