Abusi sessuali su minori, sul sito della Cassazione i nomi delle vittime

 Abusi sessuali su minori, sul sito della Cassazione i nomi delle vittime  Il Garante della Privacy aveva segnalato i divieti al presidente della Suprema Corte ma i casi di violazioni non sono cessati.
Basta solo un clic per scoprirlo   di Antonio Massari | 28 luglio 2015 “Giada è brutta e cattiva.
Giada brutta schifosa, devo finire il lavoretto”.
È l’autunno 2001 e Giada inizia ad avere i primi incubi, a volte parla nel sonno, anche per mezz’ora, tenendo gli occhi sbarrati, lottando con i “mostri”, picchiandosi sulla bocca, senza che i genitori riescano a svegliarla.
Da sveglia invece è nervosa, irritabile, così sua madre, su consiglio di un medico, inizia a trascrivere su un diario i racconti di sua figlia: Giada ha appena tre anni.
La madre domanda, la figlia risponde, il diario è impressionante: Giada racconta di aver paura della sua ombra, un’ombra che a scuola non esce, perché ha vergogna di maestre e compagni, ma viene fuori a casa.
Un’ombra che, prima che lei iniziasse un “lavoretto”, voleva graffiarla e le diceva: “Non è bello”.
Giada – le chiede sua madre – cos’è che ti fa star così male? “Non posso parlare – risponde la bambina – le parole sono finite lì”.
“Lì”, dice, indicandosi i genitali.
Giada è stata violentata nel suo asilo.
Descrive alla madre il suo stupratore e guardando un cartone animato ne ricorda il nome: “Ecco come si chiama – dice – mi è venuto in mente come si chiama, quello con i baffi e i capelli neri, nanerottolo che è alla scuola vecchia”.
Poi racconta che l’uomo nel bagno “s’è abbassato le mutande” e ha “un pisello enorme che sembra un serpente, più grande di quello di papà”.
Poi disegna il serpente su un foglio, lo arrotola, ne fa una specie di “tubo”, lo “porta alla bocca” e mima quello che l’uomo le ha fatto, precisando che “in bocca il serpente era molliccio e sembrava che si sciogliesse”.
Dice che l’uomo l’ha fatta sdraiare, poi allargare le gambe, poi ha “appoggiato il pisello lì – indicando i genitali – e aveva spinto, spinto, spinto: mi ha fatto male mamma, per fortuna che ho stretto…” La galleria horror della Corte di Cassazione Giada – come tutti quelli che leggerete – è un nome di fantasia.
Ma se volete conoscere le sue vere generalità, purtroppo, è sufficiente cliccare sul portale della Corte di Cassazione.
Troverete anche quelle di altri cinque compagni di asilo, come Giuseppe, che per le violenze subite ha sofferto un blocco nell’area del linguaggio e [...]

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