Accenti

Vorrei avere il potere di spostare gli accenti e modificare le parole, per depistare i pensieri e i sogni di chi continua a cancellare quelle note a fondo pagina.
Accenti preziosi e insostituibili che mi confondono quando di giorno mi sorridono sornioni, promettendomi parole infinite e meravigliose.
Ma quando viene la sera e giro le pagine, se ne scivolano via verso lidi più appetibili, senza lasciar traccia.
E capita sempre così, m'incantano quelle parole dagli accenti perfetti.
Mi stupisco quando sanno trasformarsi in così breve tempo, quando compaiono e scompaiono senza nemmeno lasciarti il tempo di gioire o soffrire, perché è forte la consapevolezza che è già finita e ti resta solo l'amaro di una mancata carezza che inesorabilmente ti penetra l'anima.
A modo mio le parole hanno sempre lo stesso significato, accenti o non accenti ed è per questo che consapevolmente non impedisco loro di solleticare ancora, per pochi attimi, la mia mente.
Sono torri inespugnabili quegli accenti, che sanno benissimo quando è il tempo di graffiare, di accarezzare, di baciare e quando è il tempo di allontanarsi, che hanno ben chiaro dove andare e perché.
Non amano essere accompagnati e seguiti perché in fondo sanno di essere stati forgiati per restare soli.
Una chimera trattenerli, anche solo per il tempo necessario a posarli su nuove parole, perciò lascio loro la libertà, così che possano andare ovunque, anche se lontano da me.
ne manquez pas d'accent  

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