Adone

"Le ciel est bleu.
Bonne nuit"Il cielo è sereno.
Stasera Adone potrà ritornare a casa a piedi.
Non c’è niente di più bello che passeggiare per Carouge in una notte come quella.
L’aria è mite,i lampioni con la loro luce fioca creano un gioco di ombre tra quelle mille stradine di un quartiere che sembra essersi fermato nel tempo.
Se non fosse per quei tram multicolore che di tanto in tanto sfrecciano sulle rotaie.
Adone si è innamorato di quelle casette linde ed ordinate,del rumore del fiume in lontananza,delle piccole sale di lettura sparse per la città.
In qualunque altro luogo al mondo forse avrebbe gettato la spugna.
Lì no.
Lì l’atmosfera lo aiutava a riflettere,a riconciliarsi con se stesso.
Non aveva una vera e propria casa.
Gli bastava una stanza ammobiliata con il bagno e la cucina in comune.
Tutto sommato l’aria sembrava quasi familiare.
È tutto un gioco di prospettive.
Nulla di più.
Adone ogni mattina percorre la stessa strada da Carouge all’Hopital Cantonal.
Spesso si ferma a comprare il giornale.
Ci sono dei piccoli distributori automatici,senza bisogno di deviare per raggiungere l’edicola.
Ogni sera ripercorre gli stessi passi a ritroso.
Di tanto in tanto si ferma a comprar qualcosa da mangiare o ad ascoltare una musica dolce per il cuore.
Forse tutta la musica va bene pur di non sentire più gli allarmi dei monitor che implacabili suonano senza dar tregua.Arrivato nel suo solitario nascondiglio cerca di rimuovere l’odore degli antisettici e dei disinfettanti.
È da un po’ che non riesce a levarselo più di dosso.
Quell’odore.
Chi è stato molto tempo in ospedale lo sa.
Penetra nel naso,sotto la pelle, diventa parte di te.
Adone vorrebbe sentire un odore fresco e nuovo.
Quello di una donna.
L’odore delle lenzuola dopo l’amore.
Anche quello è un odore inconfondibile, difficile da lavare.
È qui che il sapone dichiara fallimento.
O forse sia Adone che io non siamo in grado di fare il bucato per bene....continua...forse...

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