Adozione internazionale ecco come fare

    Adottare un bambino significa dare una famiglia ed un futuro migliore a chi è nato in condizioni sfortunate.
Sul sito www.commissioneadozioni.it ho trovato un opuscolo scaricabile molto interessante che fornisce le linee guida a quelle coppie che intendono intraprendere il percorso dell’adozione internazionale (i servizi sociosanitari e i tribunali, gli enti autorizzati italiani e le autorità straniere, i requisiti e tutto l’inter burocratico).
Un percorso chiaro in cui ciascun soggetto ha un ruolo preciso e uno specifico compito, come gli aspiranti genitori hanno precisi diritti che è importante conoscere.
Vi invito a visionarlo se siete interessati in tal senso: “si auspica che le informazioni contenute … siano un aiuto concreto e chiaro per aiutare tutte le famiglie a compiere più serenamente quel grande atto d’amore che è un’adozione.” L’IDONEITA’ ALL’ADOZIONE In particolare, nel ricorso rivolto alla Procura della Cassazione, l’Aibi sottolinea che “la dichiarazione ‘mercantile’ delle coppie, come quella catanese, avallata dalla decisione del Tribunale, contrasta con il principio del migliore interesse del minore e rivela semplicemente una mancanza di requisiti necessari negli aspiranti genitori, posto che il minore che la coppia si affretta ad accogliere presenterà certamente alcune problematiche in più rispetto ad un minore che ha subito meno traumi“.
Secondo l’Associazione amici dei bambini, “tale dichiarazione avrebbe dovuto e dovrà in futuro condurre i giudici a negare l’idoneità alle coppie“.
NIENTE DISCRIMINAZIONI RAZIALI Nella richiesta alla Procura della Cassazione il presidente dell’Aibi Marco Griffini rileva come il provvedimento del Tribunale per i minorenni di Catania, ormai incontrovertibile, “contrasta con principi e norme vigenti nell’ordinamento italiano in materia di adozione dei minori e di protezione dei minori” ed è “illegittimo anche perche’ contrario alla Convezione internazionale sulla eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale“.
Per ora si conosce soltanto quel che pensa la Procura di piazza Cavour mentre per la decisione definitiva bisognerà attendere il deposito delle motivazioni della sentenza.
NON SI PUO’ RIFIUTARE UN BIMBO DI COLORE Il caso di Catania, dunque, non potrà essere capovolto ma l’Ai.Bi, per il futuro, chiede alla Cassazione una pronuncia che sancisca “il diritto del minore a vivere, crescere essere educato nell’ambito della famiglia assicurato senza distinzione di sesso, di etnia, di [...]

Leggi tutto l'articolo