Ai LUCANI interessati alle sorti della propria TERRA.

Propongo all’attenzione di tutti un intervento, con commento, di un amico corregionale.
COMMENTO al Post dell’11 aprile 2016: “Referendum Trivelle: domenica si VOTA: SI, NO, ASTENERSI?”.
Nicola R.
il 1204/16 alle 18:44 via WEB: "Ho letto questo post per una fortunata circostanza e da Lucano trapiantato in Lombardia mi ha alquanto costernato il contenuto.
Certo non è facile seguire le vicende della Regione d’origine quando le cose non le palpi con mano o le vivi in prima persona.
Hai completamente ragione quando asserisci che nella nostra Basilicata non c’è una classe politica all’altezza della situazione perché non si spiegherebbe altrimenti lo stato di povertà in cui versano i residenti nonostante le tante ricchezze naturali: petrolio, acqua, turismo potenziale, agricoltura.
Mi ha particolarmente colpito l’asserzione da te fatta per “le responsabilità per quanto accaduto non sono addebitabili all’attuale Presidente (Pittella) ma soprattutto agli ultimi due suoi predecessori (Bubbico e De Filippo, entrambi componenti dell’attuale Governo: questa è la vera colpa di Renzi)” riferito al disastro ambientale che si paventa in Val d’Agri nonostante le royalties.
A riguardo ti sarei significativamente grato se ne volessi parlare più approfonditamente.
Ho già fatto “passaparola” tra tanti amici corregionali che, come me, credo ti leggeranno volentieri, soprattutto quando scrivi della nostra Regione: nel bene e nel male.
Complimenti per il tuo blog e mille volte grazie per le informazioni che saprai ancora darci sulla nostra Basilicata- Un cordiale saluto.
Nicola R." RISPOSTA: Caro Nicola: Lucano interessato alle sorti della propria terra d’origine.
Per le note di cronaca che ho sempre seguito sin dal mio rientro definitivo in Basilicata (correva l’anno 1985 e sino ad allora, dal 1972, ho vissuto e lavorato a Milano), ci sono gravi responsabilità politiche dietro lo scandalo che sta travolgendo (finalmente) gli uomini delle istituzioni pubbliche lucane.
Ai media schierati per soddisfare il volere dei potenti editori che li finanziano, interessa soltanto evidenziare gli aspetti clamorosi atti ad attrarre l’attenzione della massa, come nel caso dell’inchiesta sul petrolio lucano che ha visto coinvolta l'ex ministro Federica Guidi per presunta corruzione con influenze illecite relative al progetto estrattivo di Tempa Rossa.
Aspetto che è riuscito a mettere in un angolo o quantomeno minimizzare l'altro aspetto dell’inchiesta della Magistratura che riguarda la presunta illecita condotta [...]

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