Al Baghdadi e l'ultima Jihad islamica: contro la donna, l'Occidente, il secolarismo.

L'immagine storica dello scontro dell'Islam con la cultura occidentale è invero già avvenuto, alcuni anni or sono, sotto l'egida di quella che giustamente Oriana Fallaci (e non solo lei) ha definito la moderna Medusa: l'immagine mediatica data dalla TV.
I due protagonisti, d'altronde ne sono entrambi ben coscienti: il leader religioso islamico allora (e probabilmente ancor oggi) più conosciuto in Occidente, lo sciita Ayatollàh Ruhollah Khomeini, che proprio per questo impone che la Fallaci indossi il burka, per mostrare così al mondo intero ch'egli era riuscito ad imporlo anche a quella ch'era ritenuta un'icona del femminismo e la stessa Fallaci che - più abile ed intelligente - aveva acconsentito a condizione - ingenuamente accettata dall' Imam - che l'intervista fosse trasmessa in diretta.
La scena madre accade alcuni momenti dopo l'inizio dell'intervista, quando d'improvviso la giornalista e scrittrice si alza in piedi e davanti alle telecamere, e, soprattutto, davanti ad un Imam esterrefatto, si toglie di dosso il Burka: "Hai tanta paura di me perché sono una donna? E' questo che ti terrorizza?".
Che il nocciolo della questione sia - infine - proprio questo, lo testimonia il recente proclama del nuovo leader sunnita Jihaddista Al Baghdadi (gli sciiti sono l'ala "moderata" - e per i sunniti, il 90% degl'islamici - eretica dell'Islam): "infibulate tutte le donne".
E, lo è ancor prima che l'Occidente ed il suo secolarismo del quale già la Fallaci - lucidamente - scriveva: "...
Ma ora che Dio ed il diavolo sono morti ammazzati dai nostri Nietzsche e dai nostri Freud e dai nostri Marx, ora che le grandi religioni della salvezza sono state screditate dalla nostra scienza e dal nostro raziocinio, ora che il Paradiso e l'Inferno sono diventati due fiabe (...) Il Bene ed il Male non costituiscono più due categorie etiche, cioé un problema morale.
Al massimo costituiscono un problema medico, uno stato di salute o di non salute psichica, un equilibrio o uno squilibrio (...) E la definizione obbiettiva non ha più senso..." (O.
Fallaci, "Insciallah" Bur, 2004, pag.
769).
Il problema della donna che - come tristemente ci hanno mostrato le immagini racappriccianti dell'Isis in questi giorni, quando non è la bambina di 7 anni costretta in lacrime con la violenza più atroce e radicale a convertirsi e sposarsi con "Il Grande Guerriero Islamico" - diventa colei che schiaccia la testa al serpente.
Ed è Karl Gustav Jung a spiegarne il perché: un mandala - o in termini più propriamente e pertinentemente psichici - che non [...]

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