Al Qaeda al mercato del nucleare

È probabile che nel ventunesimo secolo non saranno più i governi a gestire le armi nucleari o la tecnologia per fabbricarle.
E non saranno più gli Stati a usarle.
La più pericolosa minaccia dei nostri tempi non viene dai paesi canaglia, bensì dai gruppi terroristici come la rete di al Qaeda, dichiaratasi pronta a impiegare il nucleare per scopi offensivi.
È noto che l’organizzazione terroristica che fa riferimento a Osama bin Laden è in possesso di piani per la fabbricazione di bombe.
I servizi segreti occidentali sono a conoscenza di alcuni incontri tra rappresentanti di al Qaeda e scienziati nucleari prima dell’11 settembre.
Nel frattempo, risulta certo che i militanti islamici abbiano cercato di comprare da organizzazioni criminali uranio adatto alla fabbricazione di bombe.
Il nodo della questione è se un’organizzazione terroristica, soprattutto quella a cui sta dando la caccia il paese più potente del mondo, abbia le carte in tegola per costruire gli impianti necessari a sviluppare armamenti nucleari, o anche un congegno tipo "bomba da valigia".
La convinzione degli organismi di sicurezza è che la rete del terrore non sia in grado, ancor oggi, di costruire una simile arma.
C'è però un' altra minaccia che la maggior parte degli esperti ritiene più immediata: l'uso da parte di terroristi di un congegno di tipo radiologico.
La cosiddetta bomba sporca, vale a dire una bomba convenzionale a cui è stato aggiunto materiale radioattivo, perfino un solo elemento rubato dal macchinario a raggi X di un ospedale.
Il rischio di subire un attacco con una simile arma è abbastanza elevato in quanto potrebbe essere sferrato anche dalle cellule di Al Qaeda con minori disponibilità economiche.
Secondo un rapporto del British american security information council, l’impatto radiologico di una bomba sporca è difficile da calcolare.
Nel 1987 l’esercito iracheno eseguì i test per una potente bomba radiologica che avrebbe usato nella guerra contro l’Iran, ma abbandonò il progetto perché non considerava abbastanza alti i livelli di radiazioni che produceva.
Tuttavia questi ordigni presentano due vantaggi per i terroristi.
Anzitutto potrebbero scatenare il panico e il caos.
E inoltre i costi della decontaminazione, e la conseguente inutilizzabilità di ampie zone di un centro urbano, risulterebbero enormi.
Anche uno dei più eminenti esperti di terrorismo e proliferazione nucleare come Matthew Bunn, ricorda che il capo di Al Qaeda «vuole dotarsi di armi atomiche per utilizzarle contro i paesi occidentali, e ha [...]

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