Al Teatro Carcano di Milano Vittorio Franceschi fa suo IL CAPPOTTO di Gogol’

Al Teatro Carcano di Milano Vittorio Franceschi fa suo  IL CAPPOTTO di Gogol’ Liberamente ispirato all’omonimo racconto di Nikolaj V.
Gogol’ da giovedì 11 a domenica 21 dicembre 2014 IL CAPPOTTO  è uno dei racconti più famosi di tutta la letteratura mondiale, scritto da Gogol’ nel 1842 e già al centro di un adattamento cinematografico firmato nel 1952 da Alberto Lattuada con Renato Rascel protagonista.
Vittorio Franceschi ne ha tratto una propria versione teatrale che lo vede anche protagonista.
La regia è di Alessandro D’Alatri.
Ambientato nella Russia zarista, Il cappotto racconta, tra realismo e ironia, la vicenda umana del piccolo funzionario Akàkij Akàkievič Bašmàčkin che vive serenamente della propria anonima attività di copista, sino al momento in cui, costretto dalle convenzioni sociali e dall’arbitrio degli arroganti più che dal freddo dell’inverno, acquista un nuovo cappotto, per sostituire il vecchio, troppo liso per essere presentabile.
L’arrivo del nuovo indumento, comprato dal sarto Petròvič risparmiando fino all’ultimo centesimo, è per lui un evento importante, che sembra fargli guadagnare il rispetto di colleghi e superiori, finché non gli viene rubato.
Inizia così la sua agonia, in una vana ricerca di giustizia …Rispettando in larga parte la trama e firmando totalmente i dialoghi, assai scarsi nel testo originale, Franceschi ci consegna la storia di un innocente, o per meglio dire di un uomo semplice colpito da uno speciale accanimento del destino.
Secondo l’autore e protagonista, è la storia della maggioranza degli esseri umani, dei “copisti della vita” i quali mandano avanti il mondo pur subendone le violenze e gli insulti, e ripetendone all’infinito le parole e gli usi, i sentimenti e i desideri, i sogni e i naufragi.
Quindi si parla di noi … E sarebbe stato un grave errore trasferire la storia di Akàkij ai giorni nostri, come spesso si usa fare con i classici.
Non ce n’è bisogno.
Siamo tutti vecchi pietroburghesi.
Di quella città conosciamo a fondo gli angoli delle strade, i volti dei passanti, le voci, i rumori e gli odori, perché sono gli stessi di Milano e Torino, di Bologna e Genova, di Roma e Napoli e di tutte le città italiane di oggi e di sempre.
La marmaglia rapace dei presuntuosi, dei vili, delle mezze calzette, dei barattieri e dei prepotenti cammina e traffica al nostro fianco, come camminava al fianco di AkàkijAkàkievičBašmàčkin a tempi dello zar Nicola I.
Con Federica Fabiani Andrea Lupo Giuliano Brunazzi  Matteo Alì Alessio [...]

Leggi tutto l'articolo