Al muro

Se mi sento con le spalle al muro, al posto di combattere scappo.
Trovo che sia più semplice come via di uscita.
Pecco di presunzione se a volte sto zitta al posto di dire quello che penso o di spiegare le mie ragioni, i miei ideali, perché oltre a non interessarmi quello che pensano di me le persone che ho davanti, credo sia inutile discutere su visioni simili o addirittura una all’opposto dell’altra.
Sorrido quando davanti a me ci sono persone che a tutti i costi si vogliono spiegare, farmi capire il ragionamento che fanno, le motivazioni che li hanno spinti… hanno bisogno di approvazione loro.
Sono stanca delle discussioni senza fine, fatte solo “per parlare”, false domande che girano intorno a falsi interessi o doppi fini.
Stanca dei “buon segno”, stanca dei “poi vediamo…” Io parlo solo se ho qualcosa di sensato da dire, altrimenti sto zitta, a volte fa più rumore un silenzio che cinquantamila parole gridate.
E chi mi conosce lo sa benissimo.
Questo stato d’animo che ho addosso e che mi accompagna ormai da qualche settimana mi preoccupa, questo voler farmi scivolare tutto, quest’insofferenza nel non essere soddisfatta.
Poi ti giri intorno ed al posto di trovare occhi pronti a sorriderti, iniziano a parlare bocche che non conoscono niente, che non sanno di me, e le uniche parole che rimbombano e mi schiacciano sempre più sono “Non ti manca niente…”, “Hai tutto”, “Tu si che stai bene…”   E' in situazioni come queste che ringrazio di essere abbastanza stronza da non calcolare nemmeno per un momento chi ho davanti e godendo, nel mio silenzio, lascio a loro la parola che sono più bravi.

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