Alchimia del colore - Biografia

I colori mi hanno sempre affascinato. Li guardavo da bambino chiedendomi cosa contenessero, di che cosa fossero fatti. Che cosa c’era nel rosso, da renderlo rosso? E così per gli altri colori. L’atelier di mio padre è stato il primo luogo di studio. Lo ricordo disegnare, -come un titano- su enormi tavoli disposti in una grande stanza con soffitti altissimi, quelle bellissime geometrie che si sviluppavano su tessuti pregiati fino a concretizzarsi in veri e propri capolavori di abiti.
Rigore compositivo e sapienze tecniche molteplici, tutte perfettamente utilizzate all’occorrenza. I suoi famosi “trucchi” che consentivano la perfetta vestibilità a chiunque, anche in presenza di particolarissime fisionomie corporee. Il suo laboratorio era il mio mondo fiabesco di bambino. Trovavo sempre qualcosa che catturava la mia fantasia. I rocchetti di filato dalle svariate tonalità, le “forbici dei giganti” appartenute a chissà quali entità sconosciute o piuttosto i meravigliosi campionari di tessut...

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