Alessandro Manzoni - opera omnia - il proclama di rimini - letteratura italiana

    O delle imprese alla più degna accinto, signor che la parola hai proferita, che tante etadi indarno Italia attese; ah! quando un braccio le teneano avvinto genti che non vorrian toccarla unita, e da lor scissa la pascean d'offese; e l'ingorde udivam lunghe contese dei re tutti anelanti a farle oltraggio; in te sol uno un raggio di nostra speme ancor vivea, pensando ch'era in Italia un suol senza servaggio, ch'ivi slegato ancor vegliava un brando.
    Sonava intanto d'ogni parte un grido, libertà delle genti e gloria e pace! Ed aperto d'Europa era il convito; e questa donna di cotanto lido, questa antica gentil donna pugnace degna non la tenean dell'alto invito: essa in disparte, e posto al labbro il dito, dovea il fato aspettar dal suo nemico, come siede il mendico alla porta del ricco in sulla via; alcun non passa che lo chiami amico, e non gli far dispetto è cortesia.
    Forse infecondo di tal madre or langue il glorioso fianco? o forse ch'ella del latte antico oggi le vene ha s...

Leggi tutto l'articolo