Alex e Jole al maneggio

Jolanda mi sorride, perversa e maliziosa.
E’ a quattro zampe accanto a me, nuda come un verme, come me.
Sembriamo due cani alla catena, il maschio e la femmina, in attesa di essere portati fuori dal padrone.
Non abbiamo collare, non siamo lì in attesa di un guinzaglio.
Siamo lì in attesa di qualcos’altro.
E’ stata una mia idea portarla lì.
Lei non ha esitato un attimo.
Non mi nega mai niente, nella nostra discesa verso l’abisso della perversione che è diventato l’aspetto giocoso del nostro rapporto.
Mi ha detto sì subito anche stavolta, socchiudendo gli occhi tra l’eccitato ed il sognante, non appena la mia bocca ha proferito l’oscena proposta.
La bella contadinotta dal portamento austero, da quando sta con me, da quando mi si è consegnata mani e piedi, anima e corpo, è diventata una sublime cortigiana.
Una adorabile troia.
Dice sempre di sì, Jole.
E così, l’ho invitata a seguirmi nel salone dei massaggi cinese dove ho riscoperto antichi piaceri, al tempo in cui non l’avevo ancora incontrata.
Eravamo a letto, le stavo succhiando le dita di un piede.
Uno dei nostri preliminari preferiti.
Non avevamo ancora fatto l’amore.
Eccitato dalla vista di lei a gambe aperte, con il suo piede nudo a farmi da antipasto, mi era capitato di avvertire una gran voglia di cazzo.
Sarei stato anche nella posizione giusta, chinato in due com’ero per farle quel servizio.
Marcello mancava da un pezzo.
La sua nerchia mi mancava, e mancava anche a Jole, che lo vedeva come un piacevole diversivo ai nostri giochi.
Adorava vedermi inculato da suo cugino, era l’unico animale sessuale di cui non era gelosa, anzi.
Così, ebbi l’idea.
“Ti andrebbe di andare a farci una bella cavalcata?”, le dissi all’improvviso.
E lei, “O da quando ti piace l’equitazione?” “Da quando ho scoperto che mi piace fare il cavallo…” “Ah……”, disse lei con aria di improvvisa consapevolezza.
Quell’aria misto-troia che adoro, quando la conversazione prende pieghe da porconi quali siamo.
“E il cavaliere chi sarebbe?...”, mi disse sussurrando.
“I cavalieri….siamo in due, un cavallo e una cavalla, no?....” E giù, una bella linguata sulla pianta del piede.
Lei mi rispose mollandomi un ceffone.
“Lo sai che sei un bel maiale?” “Mmmmmmmm…vuoi vedere quanto?” “……me la fai tirare……..ho voglia di pisciarti in faccia….” Fu come se mi avesse strizzato le palle.
Non l’avevamo mai fatto.
D’improvviso ne ebbi una voglia matta, pari a quella che lessi sul suo volto.
Scesi dal letto e mi [...]

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