Alfano? No, grazie.

Come tutte le volte che Berlusconi è perdente, tira fuori la faccia buona e manda avanti qualcuno a trattare.
Stavolta offre i suoi voti a Bersani, smanioso (secondo lui) di governare, ma in cambio vuole mettere bocca sul Quirinale.
Ovviamente per sbarrare la strada a Prodi, il cui nome (credo, ma non troppo) potrebbe non essere sgradito a Grillo.
Per Berlusconi sarebbe la débacle vedere il suo nemico di sempre, quello che gli ha fatto mangiare la terra due volte, giungere a un premio “ch'era follia sperar”.
Bersani non sbaglia nemmeno stavolta e rispedisce al mittente subito la proposta indecente, e fa bene: se ne rimanga a casa Berlusconi, con la sua uveite, e non si occupi del Quirinale, ché per quello che ha fatto lui all'Italia, perfino Prodi sarebbe troppo buono.
 

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