Alice morta di crepacuore: i dispiaceri a volte uccidono più di una spada

Dicevano i miei nonni che a volte uccide più un dispiacere che una spada. Perché una ferita fisica può essere curata, ma una ferita psicologica non può essere curata, al massimo può essere sopportata, elaborata, superata con il tempo. Ma per Alice Signorini non è stato così: morta di crepacuore dopo aver perso i genitori.
Alice Signorini aveva 26 anni ed è stata vittima di un destino che si è avventato su di lei come una scure. Aveva perso prima il padre e poi la madre nel giro di pochi mesi, dal novembre 2015 al dicembre 2016, entrambi uccisi dal cancro. Un colpo micidiale per una ragazza sensibile che dimostrava di essere molto legata ai suoi genitori.
Alice, però, aveva provato a reagire al doppio lutto che aveva subito. Si era rivolto agli psicologi, aveva trovato anche la forza di laurearsi, di lavorare e per dimostrare il suo attaccamento ai genitori si era fatta tatuare sul braccio le parole "papà" e "mamma", segno tangibile che le sue cicatrici erano indelebili.
Per dimentic...

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