Alitalia, Berlusconi a Porta a Porta: "L'unica alternativa è il fallimento"

Non c'è spazio per equivoci.
Silvio Berlusconi usa parole nette per definire la situazione di Alitalia: è il momento di esigere senso di responsabilità, dice, da chi indugia e non ha ancora capito che l'alternativa è solo il fallimento.
Il riferimento è ai sindacati, che non vogliono perdere i privilegi, dice il presidente del Consiglio nel suo intervento nella trasmissione tv Porta a Porta e, nel caso della Cgil sono stati influenzati dalla politica.
Quanto agli esuberi, col piano dei 16 imprenditori italiani sarebbero la metà di quelli previsti invece da Air France, assicura Berlusconi.
  "Non ci sarebbero scusanti ove le corporazioni dei piloti e i sindacati non accettassero di aderire a questo piano", ha affermato Berlusconi nel salotto di Vespa, a proposito degli sviluppi della vicenda Alitalia.
La nuova compagnia, ha aggiunto il premier, "ha messo diverse cose in più sul tavolo, anche un aumento del capitale, perché questi imprenditori hanno una dato una prova di responsabilità, hanno risposto generosamente all'appello che io ho lanciato e si apprestano ad ulteriori iniezioni di capitale ove fosse necessario''.
''Dall'altra parte credo che ci sia da avere questa presa di chiarezza e di responsabilità senza la quale io prevedo un finale che non voglio nemmeno immaginare possa essere quello del fallimento - ha sottolineato il Cavaliere - ma che indubitabilmente non potrà essere che quello e la responsabilità sarebbe tutta ed esclusivamente dei sindacati e delle corporazioni di certe categorie che non vogliono rinunciare ai loro privilegi che non hanno cittadinanza in nessuna delle compagnie internazionali.
Non ci sono diminuzioni di stipendio, gli stipendi e le retribuzioni possono mantenersi quelli che sono, si chiede un aumento della produttività".
"Incrementando il proprio orario di lavoro - ha detto ancora Berlusconi - ciascuno può mantenere la precedente retribuzione".
Il presidente del Consiglio ha poi spiegato che "il piano industriale prevede circa la metà degli esuberi rispetto a quelli che erano previsti da Air France, 3.250 in totale, Air France era intorno ai 7.000".
Dunque per la soluzione della vertenza, rimarca Palazzo Chigi, ''certamente non è una questione di settimane, è una questione di giorni".
E assciura che "l'italianità della compagnia mi sembra che sarà assolutamente garantita.
La nuova Alitalia dovrebbe, nei giorni successivi alla chiusura dell'accordo con i collaboratori, trovare qualche alleanza internazionale.
La più conveniente per noi e per la salvaguardia di Malpensa [...]

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