All' incanto, all'incanto!

All' incanto, all'incanto! All' incanto, all'incanto! 3) E chi non mosse il Ciel, mova Acheronte! Io vo' magici modi tentar, profane note, erbe diverse e nodi, ciò che arrestar può le celesti rote: mago circolo, onde gelide, pesci vari: acque chimiche, neri balsami, miste polveri, pietre mistiche; serpi e nottole, sangui putridi, molli viscere, secche mummie, ossa e vermini; suffumigi che anneriscano, voci orribili che spaventino, linfe torbide che avvelenino, stille fetide che corrompano, che offuschino, che gelino, che guastino, che ancidano, che vincan Tonde Stigie! In quest'atra caverna ove non giunse mai raggio di sole, dalle Tartaree scuole trarrò la Turba inferna: farò che un nero spirto arda un Cipresso, un Mirto: e mentre a poco a poco vi struggerò l'imago sua di cera, farò che a ignoto foco sua viva imago péra, e quando arde la finta, arda la vera! Salvator Rosa Napoletano, sec.
XVII Canzone.
3) pag.
4.
All' incanto, all' incanto! Si crede composta prima del 1646, mentre il poeta trattava argomento simile coi colori.
Una Strega di Salv.
Rosa si vede nel Museo Capitolino a Roma.
Tratto da: Eugenia Levi, "Lirica italiana nel Cinquecento e nel Seicento fino all' Arcadia".
Novissima scelta di Rime illustrate con più di cento riproduzioni di pitture, sculture, miniature incisioni e melodie del tempo e con note dichiarative di Eugenia Levi.
In Firenze, Presso Leo Olschki, 1909.
Pagina 2 (nota a pag.
400)

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