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Questo libro, uno dei miei preferiti, risponde ad una domanda fondamentale per il giocatore di Poker: Quando arriva il momento di rischiare tutto? Il punto è: cosa significa, giocarsi tutto? Tutti i giocatori di poker, quando rilanciano fino al limite dei soldi che hanno davanti, dicono: "ALL IN".
Questa è l'espressione classica, rituale.
Altri dicono: "Mi gioco tutto", ma comunque in quelle poche parole c’è una determinazione totale.
Mi gioco lo stipendio, la casa, gli affetti, la vita.
Quella frase contiene un messaggio: sono più forte.
A voi la scelta, passate o venite a vedere? O hai la mano più forte oppure è un bluff.
Ma, su un bluff si mette in gioco non solo la reputazione di pokerista, ma anche la vita.
Si può andare a vedere il rilancio di un giocatore che mette in gioco oltre alla propria reputazione la propria vita? Quando arriva il momento di giocarsi tutto? Questa è la domanda che un giocatore cosciente porta sempre con sè, forse per tutta la vita.
Come nel "Deserto dei Tartari", la stupenda metafora di Dino Buzzati.
Per il protagonista del libro l'occasione di battersi non arriva mai.
L'appuntamento non arriva: il giocatore può invecchiare, come i soldati di Buzzati, intristirsi, incupirsi nell'attesa.
Il momento della partita finale, per i più e per fortuna, non arriva mai.
Tuttavia ti senti addosso l'eventualità.
Questo sangue pronto a esplodere nelle vene fa parte della tua identità.
Sei diverso, sei appeso a un filo, scherzi con la vita sporgendoti dall'ultimo piano di un grattacielo.
Probabilmente il salto non ci sarà mai.
L'ora della sfida non arriva.
Se arriva, il buon giocatore non sarà mai un disertore: è pronto a scendere in campo.
Il tenente Drogo dopo una vita in attesa di combattere i Tartari, al momento della battaglia è trasferito in una stanza riparata della fortezza Bastiani.
La stanza è buia, solo un raggio di luna entra dalla finestra socchiusa.
Fuori il rumore dei combattimenti.
Il tenente Drogo malato e invecchiato, si tira su dal letto, si aggiusta il colletto del pigiama mentre la morte apre leggermente la porta della sua stanza “ e benchè nessuno lo veda [...]

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