Alla ricerca del piacere (1972) - Vacanza in laguna per la Bouchet

Per prepararsi al caldo torrido che la stagione estiva si promette di portare seco non c'è al Mondo nulla di più appagante che un buon Cinecaffettino al gusto giallo! Chi conosce questo blog apprezza (si spera) il cinema di genere, cioè quella porzione di Settima Arte facilmente riconoscibile per lo stile che ne definisce i confini.
Nel caso di specie gli elementi contraddistintivi sono: omicidi, spesso all'arma bianca, tradimenti, assassini, spesso neroguantati, una colonna sonora di supporto particolarmente attenta a segnalare i momenti topici e, molto spesso, una pletora di bellissime attrici che non disdegnano di svestirsi.
In Italia ha conosciuto il momento di massimo splendore tra gli anni Sessanta e i primi Ottanta, grazie a nomi altisonanti come (senza nessuna pretesa di esaustività) Mario Bava, Dario Argento, Umberto Lenzi, Aldo Lado e Pupi Avati.
Spesso, però, alcune pellicole sono rimaste legate a ricordi infantili di visioni su tv private o magari a qualche sala di città che ospitava la prima di un film da allora mai più ritrovato.
Con ALLA RICERCA DEL PIACERE di Silvio Amadio (altrimenti noto coi titoli Il passo dell'assassino e Amuck!) ci si impantana di buon grado nella laguna paludosa della splendida Venezia, spinti a cercare il bandolo della matassa insieme alla protagonista Barbara Bouchet che, nuda a più riprese, varrebbe già da sé la visione del film, datato 1972.
La vicenda riassume molti dei parafernalia di cui in premessa, con una morte misteriosa cui rendicontare e un sentore di morbosità che feta ben più delle acque salmastre in cui si bagna.
Rosalba Neri, contraltare nero di rara espressività, seduce, affascina e dirige un'operazione studiata sin nei minimi particolari con il marito Farley Granger.
Come spesso accade in questa tipologia artistica a conquistare non è una singola sequenza od una singola ripresa e nemmeno la tecnica di disvelamento del colpevole.
Ciò che dà gusto alla visione è la bruma avvolgente che sale minuto dopo minuto, sguardo dopo sguardo, seno dopo seno, sino a culminare in un finale che colora di giusto contrappasso l'intero progetto.
Opus peculiare, raro ma che merita una sorso del vostro prezioso tempo!

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