Alla sbarra Tareq Aziz volto credibile di Saddam

di Giuliana Sgrena su Il Manifesto del 20/05/2008 L'«otto di picche» nel mazzo degli iracheni più ricercati dagli Usa rischia la pena capitale.
Tareq Aziz, unico cristiano in un regime musulmano, deve la fama alla sua abilità diplomatica e allo stile «occidentale» L'unica voce cristiana in un regime rigidamente musulmano.
Mikhail Yuhanna, nome rifiutato e cambiato in Tareq Aziz da adulto - dopo aver maturato posizioni laiche e socialiste - per evitare di essere troppo identificato con la sua appartenenza religiosa alla chiesa caldea irachena, sarebbe diventato l'otto di picche nel mazzo di carte degli uomini più ricercati dagli americani.
Piazzato al numero 43 in una lista di 55 tra i personaggi più ricercati dagli Stati uniti dopo l'occupazione dell'Iraq nell'aprile del 2003, la sua collocazione rispondeva forse più alla scarsa pericolosità dell'uomo che all'importanza di Aziz nella gerarchia del regime che governava l'Iraq.
Tareq Aziz è stato sicuramente il volto più presentabile del regime di Saddam Hussein, con uno stile e un comportamento accettabile anche per l'occidente.
E' stato il personaggio più presente sulla scena internazionale, soprattutto nei momenti cruciali per la storia recente dell'Iraq, per la sua abilità diplomatica ma anche perché il raìs non si spostava troppo per problemi di sicurezza.
Una figura diversa dagli altri «compagni di Saddam», anche per la sua formazione oltre che per essere l'unico non musulmano e non appartenente al clan dei «tikriti» (Saddam era di Tikrit) a guidare il paese dei due fiumi.
Nato nel 1936 a Tel Kaif, vicino a Mosul, dove la presenza caldea è più concentrata, da una famiglia umile - il padre era un cameriere - si era laureato in letteratura inglese all'Accademia delle belle arti di Baghdad, acquisendo una perfetta conoscenza della lingua anglosassone.
Ancora giovane, nel 1957, si era iscritto al partito Baath, ai tempi della rivoluzione anti-monarchica quando al potere era re Faisal.
La sua formazione l'aveva portato a dedicarsi al giornalismo per poi diventare l'editore del quotidiano del partito Baath, al Jumuriya prima e al Thawra poi.
Una scelta che favorirà l'inizio della sua carriera politica quando, negli anni 70, diventerà ministro dell'informazione, un ruolo particolarmente delicato nei regimi in cui i media devono essere supercontrollati.
Nel 1977 Tareq Aziz, unico non musulmano, entra a far parte del Consiglio del comando della rivoluzione, l'organismo alla guida del paese formato dagli esponenti del partito Baath più alti in grado e [...]

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