Alla sinistra servono i cattivi, cioè i buonisti con gli artigli.Abbondano i difensori di Matteo Renzi , ma non ci sono quelli che fanno della loro integrale contrapposizione alla destra la loro bandiera.

 
Quando, sempre più di rado, guardo in tivù i talk show che dibattono la politica e mi imbatto in Maurizio Belpietro, Mario Giordano, Franco Bechis, Pietro Senaldi, Alessandro Sallusti, nel loro leader Vittorio Feltri e in altri reazionari sono colpito dalla totale libertà di parola che dimostrano.



Nessuno di loro ha preoccupazioni di sorta, non esiste il politicamente corretto, parlano a una sola parte degli ascoltatori mettendo in conto anche di irritare, e di irritare grandemente, quelli che non la pensano come loro. Sono giornalisti liberi. La forza dello schieramento in cui si sono collocati nasce anche da questa loro libertà. Nasce, cioè, dal fatto che da anni, cambiando anche radicalmente riferimenti – da Silvio Berlusconi a Matteo Salvini -, loro hanno abbracciato tesi “cattiviste” e hanno indicato nella sinistra tout court e nel “buonismo” il nemico (non l’avversario, il nemico) del Paese.
IL CAMUFFAMENTO DELLA REALTÀ DEI GIORNALISTI DI DESTRA.In televisione han...

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