Allam e il suo profeta - 2

Allam e il suo profeta 2 Informavo nel post precedente di come l'estremista cattolico Magdi Cristiano Allam, già conosciuto come il "Pinocchio d'Egitto", e già fedelissimo musulmano prima della sua conversione svoltasi direttamente a Tele-Vaticano, sia approdato alla politica.
Ci è riuscito dopo che la sua autocandidatura era stata respinta da Forza Italia e dopo che nemmeno l'aver fondato un movimento di fanatici cattolici spaventati dall'Islam era riuscito a procurargli una poltrona degna di colui che per anni ha combattuto nella trincea dello "scontro di civiltà", sparando bufale grondanti odio nei confronti dei musulmani sui lettori del “Corriere della Sera”.
Allam è cooptato come indipendente nelle liste UDC, con tanti saluti al suo "partito" che nemmeno presenterà il simbolo e con grande scorno di alcuni dei suoi seguaci, affascinati dal progetto che ora Allam svende per uno strapuntino offerto dalla "vecchia politica".
Si tratta semplicemente di cercare qualche voto in più e Casini in questo è un maestro.
Così ha aggiunto la perla di Allam a una collana che vanta già diamanti come Totò Cuffaro.
Nel sito del Ppec, “Protagonisti per l’Europa Cristiana" viene annunciato, con un certo sollievo, che “grazie all’accordo elettorale per le Europee concluso con l’Udc, non è più necessario continuare a raccogliere le firme richieste dalla legge per partecipare alle elezioni del Parlamento Europeo come soggetto politico nuovo”.
Ad oggi gli iscritti al Ppec sono ben 531, appare quindi provvidenziale l’accorpamento all’Udc per evitare di essere esclusi dalle elezioni causa firme insufficienti.
Usare il termine “criticare” per definire ciò che Allam ha scritto sul “Corriere” in questi ultimi anni mi sembra riduttivo.
“Diffamare” è il verbo più adatto, anche se probabilmente “istigare” è più aderente alla realtà.
Confesso che mi sorprende non poco la tendenza a minimizzare il pericolo insito nei pezzi con cui questo personaggio ha vomitato odio per anni e anni su centinaia di milioni di musulmani dalle pagine del maggior quotidiano nazionale.
Così come mi sorprende sempre leggere altrettante diffamazioni e istigazioni su alcuni blog presenti anche in questa stessa piattaforma.
In “myblog.it” dovrebbero esserci, io penso, regole elementari: quelle che di solito non consentono la pubblicazione di materiali di istigazione al razzismo, al fascismo, al nazismo, oltreché alla pedofilia e alla pornografia.
E scritti che costituiscono oggettivamente un'offesa alla Costituzione [...]

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