Alle Province le competenze su ciclo idrico e rifiuti: la proposta del presidente Enrico Di Giuseppantonio per attuare un concreto risparmio di risorse

 «Le competenze relative al ciclo idrico integrato (acqua, fogne e depurazione) e ai rifiuti dovrebbero essere assegnate alle Province, come ho sempre sostenuto da sindaco, da vicepresidente nazionale Anci e, più recentemente, nel corso della campagna elettorale.
Ne parlerò con i colleghi presidenti venerdì mattina in un vertice che terremo a L'Aquila»:così il presidente della Provincia, Enrico Di Giuseppantonio, rilancia uno dei temi forti del suo programma amministrativo.«Mentre esprimo un plauso – ha proseguito Di Giuseppantonio – al presidente Gianni Chiodi e a tutta la Giunta regionale, che hanno iniziato un'opera di semplificazione negli enti che porterà numerosi benefici in termini di risparmio, rilancio la mia proposta per una riduzione dei costi della politica ed una razionalizzazione delle competenze.
Le Province dovrebbero ottenere dalla Regione il passaggio delle funzioni degli attuali ambiti territoriali ottimali (Ato) che sovrintendono al ciclo idrico ed ai rifiuti: in questa maniera l'ente eserciterebbe in pienezza le attribuzioni costituzionali che lo indicano come figura intermedia tra Regione e Comuni e si realizzerebbe anche un concreto alleggerimento delle funzioni ora in capo alle municipalità.Conosco bene la realtà dell'Ato dell'acqua: sono stato presidente di uno di essi, toccando con mano i problemi di un ente sovracomunale che sarebbe egregiamente sostituito dalla Provincia, che ha al suo interno professionalità tecniche storiche e consolidate.
Anche il controllo democratico, assicurato oggi dall'assemblea dei sindaci, sarebbe salvaguardato dalla natura elettiva del Consiglio provinciale.La legge ci consentirebbe di procedere a questa riforma sin da oggi: essa rappresenterebbe una vera e propria rivoluzione nel modo di amministrare realtà delicate come il ciclo integrato dell'acqua e i rifiuti: ci permetterebbe di avere città più pulite, un servizio che si basi su economie di scala e risparmi concreti, eliminando i quattro Ato dell'acqua già costituiti e bloccando la costituzione dei quattro Ato dei rifiuti, cancellando in un sol colpo organismi pletorici (8 presidenti, 8 direttori, 8 consigli di amministrazione) con i relativi costi di gestione, permettendo contemporaneamente l'alleggerimento delle bollette che pagano i cittadini e il reinvestimento delle somme risparmiate in strutture, come fogne e reti idriche, e in servizi innovativi».

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