Allegri carica la Juve: "Meno polemiche e più campo. Nessun turnover in vista Champions"

Una trappola.
Potrebbe sembrare facile.
Appunto potrebbe sbirciando la classifica.
Massimiliano Allegri non si fida del Cesena.
«Sarà dura.
Dobbiamo metterci nella testa che ogni partita che passa è una in meno, potremmo scendere in campo domani sera con 4 punti di vantaggio se la Roma dovesse vincere - ha detto il tecnico - Saremmo obbligati a portare a i 3 punti.
Non ci saranno problemi a giocare sul sintetico, sarà fondamentale fare bene tecnicamente, essere attenti sia con la testa che con i piedi».
Non sarà della partita Tevez.
Squalificato.
Il modulo non cambierà: 4-3-1-2.
Là davanti potrebbero giocare dall'inizio Llorente e Morata.
Allegri ha lasciato un dubbio: «Devo decidere, perchè ho Coman.
Pirlo? Sarà titolare».
Insomma testa al Cesena, per la Champions ci sarà tempo e modo: «Dortmund? Hanno delle grandi qualità, è strano vederli in fondo alla classifica in Germania, stanno recuperando giocatori importanti, la testa adesso è sul Cesena e sull'Atalanta, faremo due grandi partite con il Borussia e abbiamo molte possibilità di passare il turno».
Da queste parti si ragiona una gara alla volta: «Manca tanto alla fine, 16 gare di campionato, c'è la Champions, se saremo bravi andremo avanti, la Juve è nelle condizioni.
L'obiettivo mio e della società era di arrivare a febbraio/marzo a lottare su tutti i fronti, campionato, Champions e Coppa Italia, sono 20 anni che non la vinciamo, stiamo lavorando bene, ho dei ragazzi con grandi valori tecnici e morali, dobbiamo migliorare sul piano del gioco».
Allegri ha parlato di Barzagli, che in settimana ha giocato con la Primavera: «Andrea ha fatto 75 minuti dopo 6 mesi, è stato un buon test per fargli prendere le misure, sarà un acquisto importante per il finale di stagione».
Infine capitolo veleni.
Il Milan.«Le polemiche sono un'abitudine del calcio italiano, sabato sera c'è stata una bella partita, il Milan ha giocato bene, sono state fatte polemiche su degli episodi dove se ne poteva fare a meno, la cosa migliore è che tutti, ma proprio tutti debbano lavorare per riportare il calcio italiano ad una nuova credibilità mondiale.
Le polemiche non portano a niente.
Galliani? Non l'ho sentito.
Ho un ottimo rapporto con lui, 3 anni e mezzo non si dimenticano.
Penso solo alla Juve».
Le parole di Lotito.
«Se fossi l'allenatore del Carpi? (risata, ndr) Quello che conta sono i risultati, li dà solo il campo, dalla B verrà in A chi ha meritato di più, indipendentemente dal nome».

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