Alluvione Rodi, insorgono i geologi. Amedei: "Ancora una volta impreparati"

Alluvione Rodi, insorgono i geologi.
Amedei: "Ancora una volta impreparati" domenica 17 luglio 2016 ore 11:47 A distanza di circa due anni dall'alluvione che colpì diverse zone del Gargano, ancora una volta il territorio si è fatto trovare impreparato sia nella prevenzione che nella cura.
    Siamo tornati a Rodi, a quasi un anno da un interessante convegno organizzato dall'Ordine Nazionale dei Geologi, e abbiamo sentito la geologa Giovanna Amedei.
"Impreparati nella prevenzione perché nessuno si è preoccupato ( e si preoccupa....) che l'evento eccezionale non è caso isolato ma può ripetersi.
Nella cura perché con mia somma delusione devo ammettere che ancora nulla è stato fatto specie per i canali.
E proprio il Romondato ne è un vero esempio.
Il torrente  non ha straripato perché sfocia 'naturalmente' a mare.
Ma dove sono gli interventi previsti a seguito dell'alluvione del 2014? Dove sono le pulizie dei canali? E i tanto dichiarati finanziamenti? E l'eliminazione delle concause conosciute? A tutt'oggi, nonostante la pericolosità del tratto, io non conosco come professionista di studi idraulici a riguardo.
È stata eseguita una verifica idraulica, così come prevede l'autorità di Bacino della Puglia, con tempi di ritorno non dico di 500 ma almeno di 200 anni? In realtà nulla è stato fatto a parte le promesse per un territorio che purtroppo sta cedendo alle troppe mancanze del passato...
E parlo sia in termini di edilizia che di servizi ed infrastrutture.....
Senza contare che ancora oggi manca la presenza di un'unità di crisi, manca la giusta considerazione della Protezione Civile, manca la scarsa attenzione non solo al territorio ma anche dei professionisti che conoscono quel territorio e lo amano.
Provo tanta amarezza.
Perché si pensa ancora che 'passato il Santo, passata la Festa'.
Sta cambiando il clima, sta cambiando il nostro territorio e la sua fragilità.
È giunta l'ora di cambiare il  modo di vedere e amministrare il nostro territorio".
Saverio Serlenga

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