Almeno sapevo cosa significasse averne uno.

 
È entrato nella porta. Era vestita di spessore. Era di fronte a lei.
Lei arrossì, lo fissò per un secondo, poi abbassò lo sguardo. Fastacre sulla soglia.
Si avvicinò, le mise una mano tra i capelli dal collo, bussò alla porta, poi la baciò sull'angolo della bocca.
La prese per mano e la condusse al centro della stanza, dove iniziò a spogliarla.
Per la prima volta le ha dato timidezza, emozioni e illusioni.
Seguì l'ingenuità, che si strappò ai denti.
L'orgoglio lo prese a calci, ne era annoiato.
Con una mano brandiva la dignità del perverso, e con l'altra spezzava la sua naturalezza.
Non riusciva a credere a quanto poteva essere vestita di spessore.
Cominciò a tremare: lanciava sorrisi, sicurezza, calore, innocenza e potere.
E si è fermato. La guardò con sospetto. Sapeva che stava nascondendo qualcosa.
Mentre si toglieva il cappotto della personalità, si dimenticò di camminare in tasca.
In uno trovò ironia, umorismo, sogni e ricordi, e nell'altro trovò paura, frustrazioni, ...

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