Almost done

Mancano 3 ore e 47 minuti alla fine del mio terzo giorno di digiuno.
Non sono né entusiasta né altro del riprendere a mangiare, anche e soprattutto perché ancora non ho capito bene come dovrei farlo.
C'è chi dice di cominciare con frutta semiacida, chi con verdure lassative cotte e chi con insalate...io credo mi darò a mezza arancia e qualche carota più tardi.
Devo ancora decidere la mia strategia d'azione.
Oggi ho dormito fino alle 11, sempre facendo sogni strani di ogni genere e svegliandomi dalle 6 in poi ogni 2 ore.
Ma quando poi finalmente mi sono alzata dal letto mi sono ritrovata stranamente riposata.
Certo, sinceramente non so se avrò le energie di fare tutto ciò che devo, ma un modo lo troverò.
Dicono tutti nei loro diari di bordo che, con il digiuno, viene loro una voglia irrefrenabile di fare pulizie.
Beh, è proprio questo che dovrei fare, considerando che sono tornata a Torino da tre giorni e ho ancora la valigia in mezzo alla camera.
Poi dovrei cominciare un'opera di ristrutturazione personale, che fa sempre bene direi.
Smalto, ceretta, cazzi e mazzi vari.
Inoltre dovrei fare la spesa, sennò in frigo mi sono rimasti solo yogurt, e non mi sembra il caso di ricominciare a mangiare proprio quelli.
Anche perché, essendo un'amante morbosa del bianco Muller, potrei finirmi l'intero vasetto da 500 gr, indipendentemente dal fatto che io abbia o non abbia fame.
Se c'è una cosa che ho capito in questi tre giorni, è che per me era molto più semplice l'astensione da cibo, piuttosto che l'autocontrollo.
Spero che un'esperienza del genere mi sia servita a comprendere che il cibo non è un compagno di viaggio nei momenti difficili, ma solo il carburante per poter continuare a viaggiare.
Non si dovrebbe vivere in funzione di quello, di cosa cucinare a pranzo o cena, ma si dovrebbe assumere per vivere.
Ci si dovrebbe nutrire maggiormente di emozioni, ma soprattutto accettarle.
Non soffocarle con mezzucci deleteri, come fare carichi di merendine industriali e sedersi sul letto a vedere film con un barattolo di Nutella ed un cucchiaio di dimensioni abnormi.
Come se il non mangiare per un pò mi abbia aperto le porte del mio mondo interiore.
Sono stata costretta ad ascoltare i miei pensieri, ed ho capito molte cose.
Ho capito che fuggo le situazioni emotivamente stressanti rimanendo sola con la mia dispensa.
Ho capito che in questo periodo sto affrontando un lutto, perché la persona che ho lasciato mi manca come l'aria, ma era l'unica cosa da fare, e devo solo guardare in faccia la realtà, far uscire il mio dolore [...]

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