Altro che Crescita, si deve ridurre il Debito! Lo ordina la commissione europide di Eugenio Orso

Se qualche pollastro ha creduto che Renzi rappresentasse il nuovo, non solo come immagine “briosa, giovanilista e fresca”, ma anche e soprattutto in termini di politiche economiche e sociali applicate, fra breve potrà ricredersi senza tema di smentita.
Non poteva passare sotto silenzio il monito euronazista della commissione europide, che chiede riforme e aggiustamenti strutturali, pone sotto speciale monitoraggio l’Italia, ricorda che è fondamentale la riduzione a tappe forzate del debito pubblico, senza tenere in alcun conto le conseguenze sociali e occupazionali.
L’”Europa” rivela così apertamente il suo vero volto, sul quale è stampato il ghigno del distruttore di popoli e nazioni.
Dopo il successo del blitz di Euromaidan (o meglio, Usamaidan) non ci saranno più limiti.
I tagliagole si mostreranno per quello che sono, rivelandoci cos’è veramente questa splendida “democrazia occidentale”.
Intanto, si rammenta al governucolo collaborazionista italiano, senza mezzi termini, che l’obiettivo euroelitista principe era, è e resta la riduzione del debito pubblico, assieme alle privatizzazioni e al rispetto del 3% deficit/ pil.
Tre problemi sono prioritari, non tanto per gli italiani, ma sicuramente per le élite euroglobali.
1) Il debito elevato, che richiede per essere drasticamente ridotto privatizzazioni e tagli di spesa.
2) La scarsa competitività esterna, in senso globalista e mercatista, che implicherà sicuramente altri tagli del costo del lavoro (e delle paghe) per reggere il confronto con “emergenti” e est europeo.
3) La necessità di ulteriori “aggiustamenti strutturali”, cioè di controriforme decise sulla pelle di una popolazione già provata.
Queste sono le sole cose che interessano gli euronazisti della commissione.
A partire dal pirata olandese per gli affari economici, il mezzo crucco Olli Rehn.
Dopo la minaccia della commissione europide, che ordina di procedere per eliminare gli “squilibri macroeconomici eccessivi”, mettendo l’Italia nella lista dei più cattivi con la povera Croazia e la piccola Slovenia, Renzi, Napolitano e Padoan hanno cercato di parare il colpo.
Da bravi servi quali sono, hanno chinato la testa davanti all’onnipotenza della commissione, che controlla il governo collaborazionista italiano, ma si sono arrampicati sugli specchi con dichiarazioni ambigue, per gettare fumo negli occhi di una popolazione rimbecillita.
Questi vili non possono dire apertamente che continuerà il massacro sociale, e quindi devono indorare la pillola, per non far capire ai [...]

Leggi tutto l'articolo