Analisi Intermarket al 05/03/2016

"I mercati azionari hanno riassorbito la caduta di febbraio e incalzano livelli tecnici significativi.
Non c’è dubbio che il meeting della BCE di giovedì prossimo, 10 marzo, sia al centro dell’attenzione, dopo che l’impercettibile passaggio del G20 di Shanghai non ha lasciato tracce evidenti su guide line utili per ridefinire gli scenari che stanno governando i mercati.
C’è da chiedersi se il recupero degli indici azionari sia frutto delle attese di cui sopra, o semplicemente la combinazione di un significativo status di ipervenduto a cui si sono innescate le ricoperture in vista di una striscia di eventi significativi.
Senza ombra di dubbio l’eccesso statistico registrato sul fronte delle vendite nei primi 45 giorni dell’anno è stato così rilevante da imporre una manovra correttiva ai mercati azionari.................
Il rebus che dovremo decifrare nei prossimi giorni vede nel rapporto eur usd una componente significativa per almeno due ragioni.
Innanzitutto benché le politiche monetarie delle due banche centrali siano entrate in opposizione, con la BCE ancora impegnata in azioni accomodanti e la Fed, per quanto adattabile ai tempi, si sia posta su un piano meno assertivo agli stimoli monetari, il rapporto di cambio rimane più correlato all’andamento dei mercati azionari che non ai differenziali di tasso.
Per cui ad un rafforzamento dell’euro fa eco un indebolimento dell’equity.
La seconda ragione si combina con le prospettive sui fondamentali.
Un rialzo dell’euro oltre determinate soglie, toglie effetti all’azione monetaria della Bce rispetto alla competitività delle economie manifatturiere periferiche causando potenziali ripercussioni ancora una volta sul comparto azionario.
Di conseguenza ci attendiamo un ritorno della volatilità, anche sul FTSE Mib......
Wlademir Biasia WBAdvisors   Vediamo alcuni indicatori in ottica MACROTECNICA :  IL LEI del conference Board ,  è sceso dello 0,2  a gennaio dopo    un decremento dello 0,3 a dicembre  tuttavia, nonostante il calo mensile , l'indice non da segnali di un aumento significativo del rischio di recessione, e il suo tasso di crescita sui sei mesi rimane coerente con una espansione economica modesta in questo inizio del 2016.
Il Margin Debt, ovvero l'ammontare di denaro preso a prestito ha visto una  ulteriore contrazione a gennaio passando da  461,200 a 447,681.
Questo è un indicatore leading (anticipatore) dei possibili punti di svolta del mercato azionario americano, il cui andamento va a rafforzare i cicli virtuosi rialzisti e [...]

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